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martedì 30 novembre 2021

La garra grossetana

Quando giocavo in categoria, soprattutto nelle squadre di paese, c'erano delle partite che più delle altre dovevamo vincere.


Non c'era niente di scritto. Ma magari sentivi il dirigente che ti diceva due parole, poi ti fermavi dopo l'allenamento a parlare con l'omino che badava al campo, infine al barre incontravi il tifoso giovane. Tutti all'unisono: "Oh, domenica bisogna vincere". Vi faccio un esempio concreto? Nella mia lunga militanza nel glorioso Ponte d'Arbia, la partita dell'anno era il derby contro il Buonconvento. E lì, davvero, si rombava fino allo sfinimento, perchè sapevi che su quella singola partita un posto di 500 persone poteva accampare un anno di sfottò contro i cugini dirimpettai.

Ogni singolo giocatore che abbia un minimo di amor proprio queste cose le sente, le percepisce a pelle, le rielabora e le svolge in campo, dove, in quei precisi 90 minuti, dà quel qualcosina in più che viene dalla convinzione che quella partita va portata in fondo.

I sudamericani la chiamano "garra", che è un mix di cattiveria agonistica (e non), voglia di primeggiare, prepotenza. E' una caratteristica che qualcuno ha innata, altri meno; ma proprio in certe partite la garra esce a livello di gruppo.

Sabato al Rastrello si è vista una squadra in rosso che la garra l'ha tirata fuori, abbondantemente. Lo si poteva vedere nei movimenti sullo stretto dei difensori centrali (bravi), che non hanno mai perso un centimetro di spazio dai nostri attaccanti. Oppure nella difesa del pallone del centravanti, nelle poche volte in cui ha potuto far rifiatare i compagni. Dall'altra parte una squadra di fighette (anche scarse), lente, montatelle ma soprattutto fuori contesto. Già, perchè queste partite io le voglio vincere. Le partite con le toscane le voglio vincere, La partita col Grosseto la voglio vincere, soprattutto quando, in teoria, ci gira una categoria di differenza a livello di rosa.

Capita che a Grosseto questa partita sia sentita ancora come uno dei match più importanti dell'anno, per antica antipatia, per rivalsa, per campanilismo. E quindi capita che la squadra sia stata convocata per tirare fuori gli attributi, per mettercela tutta, per andare oltre l'ostacolo. Mentre qui da noi le fighette hanno fatto il loro (ci mancherebbe) in allenamento, abbiano condotto una settimana normale (ci mancherebbe), si siano comportati da professionisti quali sono (ci mancherebbe). Ebbene, evidentemente tutto ciò non basta.

Io intanto mi sarei già rotto i coglioni; e siamo a fine novembre...

2 commenti:

  1. Il calcio è fatto di episodi e a noi sono girati male tutti. Ma non deve essere una scusante.
    Per il resto condivido tutto l'articolo comprese le virgole. I gioattori devono tirare fuori le palle da qui fino all'ultimo istante dell'ultima partita della stagione.
    Simone

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  2. Le partite che il siena (calcio, quindi lettera minuscola come il billo dei gioattori) DEVE VINCERE, (per portare gente allo stadio, per salire di categoria, per soddisfazione personale, per tutti i motivi del mondo), dal dopo PRESIDENTE DE LUCA, il siena le perde, (TUTTE!) adesso pure con l'over e pure in casa. Maledetto me è quando non c'ho messo su qualche euro. Maledetti voi mercenari e chi vi paga lo stpendio

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