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venerdì 12 novembre 2021

Domenica (anzi sabato)

Dopo il tonfo casalingo di domenica scorsa col Modena, domenica (anzi sabato) riparte il nostro personalissimo giro d’Italia di serie C. Pagata la multa (quando ce vo' ce vo'!), archiviate le polemiche (forse) e smaltite le scorie (riforse), speriamo di essere sufficientemente pronti per affrontare l’Olbia, battagliera formazione sarda da anni parcheggiata in terza serie. 



Loro sono quelli del campo accanto alla superstrada, dove le macchine sfrecciano a tutta velocità fregandosene della partita e il vento tira talmente forte che all’altezza del calcio d’angolo c’hanno lasciato soltanto i paletti snodabili, perché le bandierine finivano in mare ogni due giorni. Da quelle parti, per colpa del vento, le partite si giocano sempre in una metà campo sola: tutti all’attacco nel primo tempo e tutti in difesa nel secondo. Addirittura, sembra che qualche anno fa il portiere della squadra che giocava col vento a favore approfittò del momento e andò al centro commerciale a fare la spesa. Al suo ritorno nessuno aveva notato la sua assenza. Il terreno di gioco da una parte ha l’erba bella verde che pare la Scozia, dall’altra invece l’area di rigore è brulla desolata come il deserto del Gobli. Sembra che l’ultimo giorno senza vento sia stato un pigro martedì di giugno del ‘700. Ma a noi queste cose devono interessare molto poco perché domenica anzi sabato si rigioca in casa, fra le mura amiche direbbero i vecchi cronisti di "90° Minuto", quelli che sovente accompagnavano le loro meravigliose sintesi (erano già highlights ma nessuno lo sapeva) con definizioni del tipo:  "Classico punteggio all’inglese" (come le finestre) per un 2 a 0, "Vittoria corsara" per un successo esterno da 2 in schedina e "Occhiali" per uno scialbo 0 a 0. Che bei tempi erano quelli là. Darei un intero anno di questo calcio di merda per una domenica di fine anni '80. Si rigioca in casa e spero finalmente che da qui a maggio non si faccia più nemmeno una trasferta. Basta, voglio 30 partite di fila senza muovermi da Siena. Se poi si riuscisse a definire - a grandi linee - anche un giorno e un orario abbastanza certi, sarebbe perfetto. Quindi, almeno per domenica (anzi sabato), niente giro d'Italia bianconero. 

Giro d'Italia (quello che vero) che quest’anno comincerà da Budapest. E qui francamente mi sfugge qualcosa: o sono un somaro in geografia oppure tale località non è esattamente situata all’interno dei confini nazionali. Oppure mi sono perso qualcosa di grosso accaduto negli ultimi anni, tipo che l'Ungheria è stata annessa al Friuli. E il che ci potrebbe anche stare dal momento che il mappamondo che avevo in camera da piccino è completamente cambiato nel giro di tre decenni. Una volta c’eravamo noi (quelli furbi e belli) da una parte, quelli comunisti mangiatori di bambini dall’altra (grigi e cattivi), la Jugoslavia e un muro ridicolo nel mezzo e poi c’era il terzo mondo, che era quella parte di pianeta abitata dai bambini che non potevano mangiare la carne che cucinava mia nonna e che io non volevo mai. Ed ogni pasto mi ripeteva: "No, ora la mangi tutta. Pensa se ce l’avessero nel terzo mondo, farebbero le corse". Santa donna mia nonna. A parte il fatto che per vent’anni ho avuto l’incubo dei bambini neri affamati (chissà perché li sognavo solo neri poi?), che di notte correvano per venirmi a rosicchiare i piedi. Il mondo, per quelli come me nati all’ombra della torre… dell’Isola, era semplice e molto limitato. Poi crescendo s’è incasinato e tutto s’è fatto maledettamente complicato. Come per esempio il giro d’Italia, che parte dall’Est Europa. E tutto per colpa del Senato, che bocciando il DL DeZan ha di fatto impedito la legge contro la ciclofobia, la discriminazione delle due ruote a pedali, etc. etc. Ma a noi delle biciclette ci interessa davvero? No, almeno che non siano elettriche con un tizio di Glovo sopra che ci porta la cena. Ma quello non è sport: è gola! 

Domenica (anzi sabato) ci sarà la terza dose di Maddaloni, che proverà a curare il nostro malessere, già ribattezzato dai medici "Emilia Virus". Sì, se ripenso ai punti persi con le squadre antipatiche, proprio mi intristisco. E per non farlo devo cambiare discorso. M’hanno detto che dalle nostre parti un’azienda mondiale costruirà un importante hub. Non sapendo cosa significa la parola "hub", ho pensato immediatamente a PornoHub (tanto per restare in tema di Ungheria) ma in tanti purtroppo hanno frustrato la mia aspettativa, puntando forte su Amazon, che non è una ditta della foresta pluviale brasiliana, ma sono quelli che hanno pienato il mondo con quelle orribili scatole di cartone marrone con la freccia che sembra un sorriso stampata sopra. Pensate bello se Amazon ci comprasse e ci portasse in Coppa dei Campioni in tre anni. Altro che Monza di Silvione. Toglieremmo subito quell’orribile N dal nome, il vecchio Rastrello diventerebbe il "Prime Video Arena" e gli accidenti lanciati dalla curva (e domenica scorsa nel sono stati inviati tanti) viaggerebbe veloci, sicuri e coperti da assicurazione, arrivando sempre a destinazione. Dai giù, come sempre del nostro avversario non ci interessa granché. Ma non è spocchia questa, è soltanto DNA modificato da due fallimenti nel giro di pochi anni. E poi a me le squadre che incontra la Robur iniziano a stare sui coglioni giusto tre minuti prima del fischio iniziale e ci rimangono fino al novantesimo. Dopo francamente mi dimentico di loro parecchio alla svelta. Non ho spazio nel mio piccolo cervello per ricordi inutili. Salvo rarissime eccezioni, uscendo dallo stadio, già a metà scalette mi dimentico il nome dell'avversario. A proposito: ma all’uscita dei tifosi a fine partita, non sarebbe possibile aprire tutti i cancelli? Non capisco perché si possa entrare da due varchi distinti, ma l’uscita debba essere congestionata lungo una scalinata larga pochi metri. Ma gli assembramenti non erano vietati? Via ragazzi, non è difficile: apriamo quei maledetti cancelli una volta per tutte. Che poi volendo, dato che la gradinata è chiusa, si potrebbe anche togliere il divisorio mobile e uscire tutti da San Domenico. Non sarebbe molto più logico e agevole? Ma se queste cose vengono in mente a un demente come me, non potrebbero essere pensate anche da chi ha studiato 25 anni? Certo, si potrebbe anche evitare di chiudere mezzo San Prospero in occasione di partite contro squadre seguite da pochissimi tifosi (vedi l'Olbia per esempio) e addirittura si potrebbe anche dare una bella ripulita alla curva (ci sono confezioni vuote di patatine con scritto da consumarsi preferibilmente entro il 15 Marzo 2008 che rotolano tipo cespuglio nel villaggio abbandonato) visto che domenica scorsa all’altezza dei volontari della Misericordia (quelli dalla parte del settorino dei Fedelissimi) c’era una clamorosa cacata di cane e io ci sono finito dentro. Ma veramente qualcuno ha portato il cane a cacare in curva? Mah... da gente vana stiamo diventando gente strana. Molto strana. (Or fu già mai gente sì vana come la sanese?). Vabbè dai, non sapevo cos’altro aggiungere sulla partita di domenica anzi sabato e ho divagato un po’. Spero mi perdonerete.


Siena - Olbia: domenica (anzi sabato) voglio vincere! Basta. Stop. Punto (anzi tre punti). Uno fisso e tutti a casa.

 

su quei gradoni, lì ci troverai!



Mirko

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