Dai picchia e mena ce l'hanno (apparentemente) fatta. Il 23 aprile il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del Tar del Lazio e respinto l'istanza cautelare richiesta da un gruppo di medici contro la nota dell'Aifa del 9 dicembre scorso con i principi di gestione dei casi Covid-19 nel setting domiciliare.
Chi vi scrive da anni si cura come cazzo gli pare (W Filippini), constatati i danni che sul mio corpo stava producendo la cosiddetta medicina tradizionale, per cui a me delle nuove disposizioni delle cure domiciliari ministeriali mi importa davvero una bella sega. Continuo compulsivamente a suggerirvi di iscrivervi al gruppo FB "terapiadomiciliarecovid19, che a oggi conta più di 400.000 iscritti, segno che sempre più gente va in culo alle disposizioni di chi - ministro Speranza in primis - evidentemente vuole morti e ospedali pieni per scopi (non tanto) occulti. E vabbuò, ognuno farà come crede.
Non sto a dirvi cosa contiene questo nuovo documento ministeriale sulle cure domiciliari, leggetelo e fatevene una ragione. Invece mi garba descrivere l'iter attraverso il quale è stato prodotto - così capirete che infami ci sono al governo - e la sua essenza politica - così capirete che infami ci sono al governo, ma capirete anche che qualche piccolo progresso è stato fatto.
Già in passato questo blog aveva discusso della questione. Eravamo rimasti ad una mezza vittoria di chi aveva contestato l'ignobile circolare ministeriale di fine novembre che prescriveva vigile attesa di 72 ore + tachipirina per chi si ammalava di covid (e pertanto moriva, con questa prescrizione, a casa o in ospedale). Capitanati dall'avvocato Grimaldi, i medici eretici erano riusciti a coinvolgere nella discussione tutto il mondo della politica, visto che il 7 aprile il Senato della Repubblica aveva approvato l'ordine del giorno contenente diverse mozioni volte al potenziamento delle cure domiciliari con 212 sì su 217 presenti: il Governo si impegnava ad istituire un tavolo di lavoro per la revisione delle linee guida nazionali per la cura domiciliare, "tenuto conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo".
E mentre in Parlamento passava questa linea, cosa faceva contemporaneamente il nostro caro Ministro della Salute? Ricorreva contro la sentenza del Tar! Ora, al di là del merito della questione, la forma è fondamentale. In pratica, per ragioni occulte (nemmeno tanto...), il Ministro della Salute che da inizio pandemia non ne ha azzeccata una e che questo blog spera sia incriminato a vita per strage di stato, rappresenta una istanza contraria al voto del Parlamento, luogo deputato alle scelte politiche, alla discussione, al dibattito. Segno che ormai neppure la parvenza di forma democratica esiste più. In Itaglia comanda Speranza, bisogna farsene una ragione. E Draghi è uno suo schiavetto, connivente. Oltretutto, Speranza è intervenuto senza dialogare con il sottosegretario Pierpaolo Sileri, che da qualche settimana aveva coinvolto il Comitato Cura Domiciliare Covid nella revisione delle terapie domiciliari creando un possibile gruppo di lavoro attraverso un confronto con Agenas (Associazione Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali).
La circolare è fortemente melliflua. Di base ribadisce, con qualche (piccola) novità, quanto prescritto a fine 2020 e bocciato dal Tar. Ma dietro a tutto il fiume di chiacchiere ministeriale, scrive giustamente Grimaldi: "Il condizionamento di fatto è tornato in vigore: oggi il medico di base potrebbe essere nuovamente responsabile se non segue pedissequamente le linee guida dell'AIFA". Il Consiglio di Stato ha motivato la sua decisione sul presupposto che l'Itaglia non può rimanere senza linee guida fino all'udienza del merito (del Tar) del mese di luglio, significando che le linee guida in vigore hanno delle evidenze scientifiche. Commenta ancora Grimaldi: "La circostanza non è corretta in quanto non esistono studi randomizzati in fase precoce che stabiliscano l'efficacia della vigile attesa con il paracetamolo. Ma soprattutto la libertà prescritti dei medici, che comunque permane, è sottoposta ad un'assunzione di responsabilità. La legge Gelli-Bianco, ovvero la n. 24 del 2017, stabilisce ai fini della non punibilità che i medici debbano rispettare le linee guida. Ciò comporta di fatto che la libertà prescritti di circa 44.000 medici di famiglia italiani è vincolata o comunque molto condizionata dalla vigenza delle linee guida che impongono una vigile attesa".
Tuttavia, la nuova circolare apporta uno spiraglio di luce. Sul quale bisogna insistere e che rappresenta, forse, la vera novità positiva dell'evoluzione della questione. Nella motivazione della sentenza si dice che non ci sono esigenze cautelari perché comunque i medici possono secondo scienza e coscienza applicare la terapia che ritengono più utile. Quindi, a fronte di un Ministro della Salute che di fatto vincola i medici nelle terapie per la cura del covid-19, esiste la concreta possibilità per gli stessi medici di andargli bellamente in culo e svolgere il proprio lavoro per ciò che deve essere, ovvero salvare delle vite umane. Sarebbe spettacolare se davvero i medici facessero fronte comune contro le intimidazioni ministeriali, sarebbe la vera rivoluzione di questo posto di merda che è diventato l'Itaglia. Questo blog non ci crede fino in fondo, ma l'esempio del gruppo FB dell'avvocato Grimaldi sta lì a dimostrare il contrario, visto che sono migliaia i medici iscritti, che da un anno prestano soccorso alla gente lasciata sola da Speranza salvandola da morte quasi certa.
Forza medici!

Intanto la Toscana pare che oramai pensi che il vaccino serva solo agli over 80 e over 70
RispondiEliminaTOSCANI LO CAPITE CHE SIAMO ULTIMI IN TUTTE LE CATEGORIE DAI 70 IN GIU'?
Li vogliamo cominciare a vaccinare i 60enni e prenotare i 50enni e 40enni?
SVEGLIA GIANAAAAAA
Anselmo Rudio
Anselmo, buongiorno, ben svegliato.
EliminaToscana allo sbando per i vaccini sotto i 60 anni, ma va? Dici davvero?
Vedi Anselmo, in tanti nemmeno si sono accorti che siamo al settimo mese di coprifuoco.... occhevoichessia!!!!
Bonanotte e mi raccomando facciamo tutti il passaporto per andare in Puglia o Sicilia
Il Granacci
Ho letto i dati della Toscana ed in effetti è vero, per le fasce sotto i 70 anni siamo drammaticamente indietro, ultimi per distacco in Italia. E pensare che nel Lazio da stanotte prenotano i 57 e 56 anni di età..... veramente sono senza parole
RispondiEliminaClaudio Bini
W gli assemblamenti dei tifosi dell'inter.
RispondiEliminavivere!
bisogna vivere!