Il canale youtube di wiatutti!

venerdì 30 aprile 2021

Plasma iperimmune, una opportunità persa?

Il 5 maggio 2020 il prof. De Donno dell'ospedale di Mantova lamentava nel corso di un confronto televisivo un certo ostruzionismo burocratico contro l'uso del plasma iperimmune, sottoposto ad un diverso iter di approvazione rispetto all'utilizzo di altri farmaci sperimentati come difesa contro il covid. Eppure, sosteneva De Donno, i feedback sull'uso del plasma erano clamorosamente positivi.  

Negli stessi giorni, la rivista Nature pubblicava uno studio che confermava le parole di De Donno. Ma le difficoltà per avviare la sperimentazione della cura al plasma rimanevano ed anzi si accentuavano.
Poco dopo Le Iene giravano un servizio per rendicontare l'attività all'interno dell'ospedale di Padova. Per un mese filato due giornalisti si erano difatti installati nel reparto di terapia intensiva di tale ospedale, nel quale la terapia a base di plasma iperimmune aveva trovato una coerente sperimentazione. Sperimentazione efficacissima, se ci si basa sui dati e sui commenti dei medici riportati nel servizio. "Io non ho notizia di pazienti deceduti trattati con plasma iperimmune", diceva il direttore generale dell'ospedale. Il senso del servizio giornalistico era riferire che il plasma iperimmune fosse molto efficace sul virusse, specie se preso nei primi giorni del decorso della malattia. Sicuramente tale trattamento si rivelava essere parecchio più economico di altre terapie effettuate o ipotizzate.
Contro Le Iene si scagliò allora la immunologa Viola, che accusò il servizio di avere "minato le basi della ricerca scientifica basata sulle prove". Burioni - ma va... - fece ulteriore e simile eco. Evidentemente dare la voce ai medici che stavano fisicamente verificando in corsia la qualità del plasma era considerato metodo antiscientifico...
Dopo una prima promettente fase di sperimentazione a Pavia e Mantova, proprio Mantova, incredibilmente, era stata all'inizio esclusa dalla sperimentazione denominata Tsunami del Ministero della Salute, che aveva coinvolto in maniera sorprendente l'ospedale di Pisa, che aveva avuto fino al momento solo due pazienti attivi per tale terapia. Pochi giorni dopo, durante una audizione in Senato sull'argomento, fu ascoltato Paolo Marcucci, presidente di Kedrion Biopharma, che illustrò un imponente progetto farmaceutico legato all'utilizzo del plasma, introdotto dal presidente di Farmindustria (l'intervento di Marcucci non era previsto dai lavori in aula...). Kedrion è una multinazionale farmaceutica con sede a Lucca, di proprietà della famiglia Marcucci, fra cui il senatore del PD Andrea, fratello di Paolo. E casualmente Andrea è anche consigliere di amministrazione di Kedrion con funzione di supervisione per gli USA, ma non c'è conflitto di interessi, tranquilli. Il progetto di Kedrion era interessantissimo, per Kedrion stessa: produrre un farmaco a partire dal plasma iperimmune, che per legge può essere messo a disposizione dai donatori solo a titolo gratuito. Quindi, a fronte del costo odierno di una sacca di sangue intorno ai 100 dollari, il farmaco sarebbe costato molto molto di più.
Da quel momento (metà 2020), di plasma iperimmune in pratica non si parlò più. Tutti i progetti di creazione di una grande banca del sangue per far trovare pronto il plasma per la seconda ondata autunnale naufragarono, al di là di una piccola raccolta nel Veneto.
Si deve attendere inizio gennaio 2021 per sentire riparlare della questione, a causa di uno studio sul New England Journal of Medicine, che tornava ad evidenziare l'importanza del plasma, se assunto nei primi giorni dell'infezione: da studi empirici, il rischio di prendere il virusse in forma forte si riduceva difatti del 48%.
Ad inizio febbraio 2021 un altro studio su Rescue dimostrava come il plasma ad alto titolo era in grado di abbattere la mortalità del 65% nei pazienti anziani con forma moderata di covid ed eliminare il virusse nel 90% dei casi in sole 72 ore.
Ad inizio aprile si concludeva lo Studio Tsunami di AIFA-ISS, clinico e randomizzato, il quale dichiarava seccamente che "il plasma iperimmune non riduce il rischio di peggioramento respiratorio o di morte per covid". Peccato che lo studio Tsunami si sia basato nella gran parte su casi avanzati della malattia e non quelli alle fasi iniziali, nei quali ormai si sa che il plasma è efficace... Mannaggia, una sbadatezza metodologica...
Eppure negli USA, ad esempio, la cura è stata autorizzata da agosto 2020 e sono già state curate circa mezzo milione di persone, con dati molto incoraggianti in termini di minor mortalità.
Ancora oggi gli Esperti itagliani dicono che si stanno attendendo evidenze scientifiche certe (???) sulla efficacia del plasma e la sperimentazione viene effettuata a macchia di leopardo e su sparuti casi. In pratica, il Ministero della Salute e le istituzioni sanitarie non hanno mai avviato un programma di raccolta organico per rastrellare migliaia di sacche dai positivi guariti. Sebbene si stia capendo che probabilmente il plasma potrebbe funzionare anche sulle varianti.
Insomma, un'altra cazzata complottista oppure una opportunità persa?

15 commenti:

  1. sarebbe interessante capire come si sono curati "quelli che contano". Non ne è morto uno, fateci caso. Eppure a qualcuno è arrivata forte la batosta, ma ne sono usciti comunque discretamente. Bene è, non mi fraintendete. Probabilmente la fortuna non è cieca, senz'altro in questi casi ha messo gli occhiali e ci ha visto benissimo. Quindi, per me opportunità persa ( per i comuni mortali senz'altro, per qualche altro non lo so).
    Sanguebianconero

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Riflessione che faccio spesso anche io. Avrei preferito che il virusse fosse assai più democratico, nel senso che avesse sterminato qualcuno di quelli Bravi ed Esperti. Purtroppo non è andata così. Perchè? Boh, statisticamente la cosa è strana, al di là dei rettiliani che chiaramente sono immortali. Al-Mutanabbi

      Elimina
    2. Democratico un caxxo. Mi pare che di democratico ci sia rimasto soltanto il nome di un partito. Ma ve lo lascio (se volete) volentieri se volete, io fo anche senza. Sanguebianconero

      Elimina
  2. ribadisco: arresto immediato per il signor speranza (e i suoi esperti) per strage!

    RispondiElimina
  3. Unendo i puntini si scopre il disegno sempre più in maniera definita.
    Si è giocato tutto sui vaccini prodotti da grandi aziende private, adottati e finanziati dagli stati con enormi somme di denaro attraverso contratti capestro, il tutto giustificato dallo stato di emergenza sanitaria.
    Stato di emergenza applicabile esclusivamente a causa della totale mancanza di terapie afficaci per la cura dei malati. Dunque la condizione necessaria ed in questo caso anche sufficiente, per la somministrazione di massa di vaccini ancora in itinere di sperimentazione, approvati cioè in deroga ad ogni processo sperimentale fino ad oggi conosciuto, è la mancanza totale di altra terapia efficace.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2021&codLeg=80056&parte=1%20&serie=null
      Documento semplice, ben motivato ed ampiamente aperto a modifiche basate su evidenze scientifiche e non sulle “chiacchiere da vicinato” (o da blog). Che poi faccia parte di un disegno lo lascio decidere a chi è più bravo di me ad unire i puntini.
      A.



      Elimina
    2. Grazie A. A parte che il link c'entra poco con questo articolo, ne scriveremo lunedì di questo ENNESIMO SCANDALO PERPETRATO DAL MINISTRO DELLA SALUTE. Al-Mutanabbi

      Elimina
    3. Infatti, c’entra poco, era una postilla a Iuri. Sul plasma iperimmune c’è poco da dire, da letteratura risulta efficace se usato al momento giusto (non tardi nelle forme gravi), ovviamente non migliorerebbe ll’ospedalizzazione dei pazienti, ma i ricoveri intensivi quelli sì. Il fatto che venga usato poco andrebbe spiegato molto bene.
      Se devo fare una critica alle raccomandazioni è che utilizzino un approccio pilatesco, troppo neutro nell’escludere dei protocolli che molti addetti ai lavori considerano aneddoticamente efficaci. Tu sei il ministero cazzo, non l’osservatorio pincopallo, se vuoi togliere i dubbi promuovi una sperimentazione sul campo con delle asl pilota e vedi come va (tipo cura di bella per dire).
      Tutte le dietrologie e i sospetti nascono quando le strutture che dovrebbero lavorare al massimo delle proprie possibilità, procedono di conserva, senza rischiare, modalità tipica della pubblica amministrazione nostrana.
      A.

      Elimina
    4. E infatti questi sono i risultati.
      Sanguebianconero

      Elimina
  4. Le case farmaceutiche, il nuovo Reich del terzo millennio.

    O no?

    Cè Verganza

    RispondiElimina
  5. Vigile attesa
    Arieggiare bene i locali
    Alimentazione leggera ed equilibrata
    Bere molto
    No idrossiclorochina
    No cortisone
    No eparina
    No vitamine
    No antibiotici
    No aerosol
    Si tachipirina o fans
    Misurazione della temperatura
    Saturimetro
    Segue ospedale e terapia intensiva
    Queste le linee guida Angelo?

    Terapia monoclonale in fase 1 di sperimentazione
    Vaccino anche per i dodicenni e via


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi pare dica questo sui monoclonali, anzi mi pare che di fatto il loro utilizzo si sdogani nell’uso clinico, come si evince dalla tabella a oagina 16.
      Per il resto ho scritto rispondendo all’eretico.
      A.

      Elimina
    2. ...ad almuta...perdo decisamente colpi...

      Elimina
  6. https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1475526/report_n.4_monitoraggio_monoclonali_30.04.2021.pdf

    La media delle prescrizioni giornaliere in Italia è 1% dei nuovi positivi e in numero assoluto corrispondono a 150/200 al giorno dal mese di Marzo 2021 ad oggi

    RispondiElimina