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lunedì 20 luglio 2015

La lettera di Titone

Ripeto un concetto che ormai tutti conoscerete: non riesco ad affezionarmi a giocatori/allenatori/presidenti che vanno e vengono e mi riconosco solo nella maglia.
Per cui, spesso, faccio fatica ad individuare i meriti di chi la maglia la indossa.
Stavolta mi capita davanti tuttavia l'eccezione...


L'eccezione è la lettera di Mario Titone, che sceglie di dare l'addio per scritto alla tifoseria che lo ha osannato per un intero anno.
Titone, lo si sa, non è un letterato (e lo premette anche lui), per cui la penna non è forse lo strumento più adatto all'esternazione delle proprie idee. Eppure, in maniera nulla affatto sorprendente, nella missiva riesce a trasmettere splendidamente le proprie sensazioni.
Eh sì... Perché ciò che scrive Mario è solo in senso positivo ("Questa non è una lettera di polemica o di critica, ma una semplice scrittura basata su ringraziamenti, saluti ed emozioni"), senza scadere nella polemica (anche fine a se stessa) come altri tesserati & presidenti hanno fatto nei giorni scorsi. Questa a mio avviso è la corretta Comunicazione, a proposito di ciò che stavamo scrivendo nei giorni passati: quella che si basa sulla proposta, o quantomeno sulla chiarezza.
La lettera di Titone sarà ricordata con piacevolezza nel corso degli anni, perché rappresenta un sincero ringraziamento a cuore aperto, anzitutto verso i tifosi e poi verso la società, i compagni, il mister.
Perdere un giocatore come Titone sarà dura, dato che, a mio avviso, anche in Lega Pro avrebbe fatto la differenza. Perdere un uomo così entusiasta della carriera nella propria città sarà tuttavia ancor più grave, poiché è solo con l'atteggiamento positivo che si riesce a cambiare il corso degli eventi.
Ah... Non voglio non sottolineare la velata critica all'operato della società. Mario ci spiega benissimo, con parole chiare e nitide, il perché della mancata conferma, ma lo fa mettendoci davanti la sua spiegazione, senza additare altri. Anche in questo, un fuoriclasse.
Ciao Mario e grazie di tutto.


"Mi piange il cuore andare via. Sarei rimasto, anche stringendo i denti, per lo stesso ingaggio della stagione passata. Ma così non è stato. Anche io devo sopravvivere"
(Lettera di M. Titone, 18.07.2015)

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