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lunedì 27 luglio 2015

In principio era il Verbo

Nella locandina dell’edicola leggo: "Senza patente picchia agente". E da quando in qua ci vuole la
patente per picchiare una guardia? Boh… 



Le parole sono importanti e a volte anche pericolose. E spesso non è sufficiente nemmeno scriverle bene e pronunciarle esattamente per riuscire a farci intendere, perché ne basta una buttata là a casaccio per scombinare una frase e cambiarne irrimediabilmente il significato. E allora, per esempio, attenzione a dire che il ragionamento del nostro presidente cozza con la realtà, perché qualche tifosa bianconera potrebbe prenderla sul personale. Certo, la lingua italiana non aiuta affatto ed è pertanto facile cadere nel tranello degli accenti o delle interpretazioni: mangiare un frutto estivo con il nocciolo duro non è come rimanere per ore fermi immobili lungo il letto di un fiume ad aspettare un pesce. Ma sempre di PESCA si tratta. E per rimanere in tema, la CANNA con la lenza non fa arrabbiare i carabinieri, ma quella con la maria sì. E Maria, chi sarebbe? Mica la mamma di quello dell’ultimo piano? Nonono... lasciamo perdere, troppo lungo da spiegare. 
E se poi – nell’era di internet e della globalizzazione, dove la comunicazione la fa da padrone – cominciassimo a mischiare la nostra lingua con quelle delle altre nazioni vicine, ecco che l’affare s’ingrosserebbe notevolmente, perché dire MERCI ad un Italiano non è come dirlo ad un Francese (e poi quest’ultimi dicono che gli Italiani sono maleducati). E di MIAMI, ne vogliamo parlare? La prima volta che lo scrissi a mia moglie, lei rispose entusiasta. Anche troppo: poverina, pensando alla Florida aveva già fatto le valige. Peccato che io, oggi come allora (perché gli anni passano ma la miseria resta), potessi permettermi l’Elba in cartolina e Parigi dentro alla pallina di vetro. E parlare di SALSA con uno Spagnolo o di PORCHE (sì lo so, non si scrive così) con un Tedesco? Noi pensiamo a sughi di pomodoro e signorine disinibite e loro a balli di gruppo e auto di lusso… Vedete che è difficile farsi intendere? Ma a proposito di signorine disinibite: una vegana potrà praticarlo il sesso orale? 
Eh sì, le parole sono decisamente importanti e anche parecchio pericolose.
E allora presidente, queste parole vogliamo utilizzarle per bene una voltaccia, maledizione? A mio figlio, quando non riesce ad esprimersi, dico sempre: "O piccinino, e un s’è capito niente. Ridillo su"! Ma a Lei – presidente – mica lo posso dire. E allora, che faccio? Semplice: ascolto, provo a capire, non capisco e riascolto. Lo so, sembro strullo, ma tant’è. 
Innanzitutto mi permetta di ringraziarla per averci fatto giocare le partite finali del passata stagione con la maglia finta. Ho provato a sentire un mio amico vu cumprà se me la trovava una e mi sono sentito rispondere: quella robaccia non la tratto. Immagino come sarà stata contenta la Lotto di vedere che al posto del proprio logo c’era il quadrifoglio. Simbolo a Lei caro, ma che a me ricorda l’Alfa 33, automobile che notoriamente beveva come il Ciani ai tempi d’oro. E se il premio Bancarella non fosse un importante riconoscimento letterario, quest’anno si vinceva di sicuro. Ma in fondo è soltanto un gioco di parole e la maglia non è che un intreccio a serie formato da fili, quindi chi se ne frega se è finta. Oddio, è un gioco fino ad un certo punto perché un conto è parlare al cellulare e un altro è parlare nel cellulare, seduto magari in mezzo a due secondini arrabbiati. 
Eh no presidente, vede che le parole sono importanti? E allora mi chiedo, per futura memoria naturalmente, visto che scripta manent e che una parola è poco e due so’ troppe: che significa esattamente "Stiamo lavorando per andare in B in due anni"? Me lo spieghi scandendo bene le parole o scrivendo in stampatello, perché io ad oggi non lo capisco. Messo così significa: "Oh, allora per quest’anno salvezzina abbondante e il prossimo anno si vince in campionato"! Ma è realmente così? E per definire bene i due anni, intende forse il 2017 o il 2018? Vorrei che mi chiarisse questo aspetto perché se il pino è più basso della casa, nel tetto di quest’ultima per trovarci gli aghi occorrerà metterceli, perché da soli non c’andranno. E qui mi pare che nessuno ce li stia mettendo! 
Alla moglie del suo omonimo inglese (Bridge, per i più duri) i compagni di squadra (Terry in primis) fecero un servizietto completo; ecco, io non vorrei che essendo gli Italiani molto diversi dagli Inglesi, il servizietto ce lo facesse Lei. Anche perché a noi venire allo stadio piace, sono veramente tanti anni che lo facciamo e vorremmo continuare a farlo anche per il futuro. Ma di questo passo ho paura che anche il nostro abbonamento non rientrerà nei piani della società. E magari il quadrifoglio diventerà un trifoglio. Perché a noi comuni mortali, che al mare da piccoli venivamo presi in giro perché al posto di Milan e Juve alla domanda “per che squadra tieni?” rispondevamo Siena, abbiamo tanti difetti e pochi pregi, siamo testardi, ci emozioniamo in fretta e lasciamo che il risultato della Robur influenzi, nel bene o nel male, la nostra vita quotidiana. Lei non lo sa quante volte abbiamo dormito beati dopo una vittoria o ruzzolato nel letto fino alle 5 ripensando ad una sconfitta. 
Puntare sui giovani la trovo un ottima mossa, bravo presidente! Ed infatti un signore del 1979 che negli ultimi due anni (con tutto il rispetto) ha militato in promozione penso sia la pedina giusta per gettare le basi della ripartenza tra i professionisti. E una manica di ragazzini in prestito saranno certamente utilissimi il prossimo anno, nelle squadre in cui faranno ritorno dopo un anno di esperienza a SIENA. E dal trifoglio perderà i giocatori. E cosa diventerà la sua piantina? Ceciarello, radicchio o scarola?
Si diceva che Paganini non ripete; invece a me pare che si stia cominciando a ripetere Paganini. Ma se vivacchiare in serie C era il massimo che potevamo avere 20 anni fa, adesso non è più così. Ha visto a Parma? Sfondare il muro, scrivono. Quel muro è nostro, presidente. Non suo; se lo ricordi! Come sono nostri quei 400.000 euro dell’anno scorso, grazie ai quali è stato possibile fare un monte di cose, tra le quali vincere un campionato. Perché il tifoso, in fondo, è così: anticipa in contanti un sogno che, forse, vivrà a rate.
Presidente, dal fresco dell’Amiata, si faccia venire qualche idea, si frughi in tasca e dia al mister una squadra all’altezza. A proposito, in caso di necessità, difenderà Atzori (o come si scrive?) con convinzione o perchè pagare due allenatori sarebbe troppo dispendioso? 
Va beh giù, s’è fatto tardi ed è sempre più caldo. Inutile continuare, tanto come diceva Noemi: "Sono solo parole, le nostre"!



Ps.Visto che è Svizzero, mi tolga una curiosità: ma i buchi nel groviera, come fanno a farceli?

1 commento:

  1. "Perché il tifoso, in fondo, è così: anticipa in contanti un sogno che, forse, vivrà a rate."

    Questa è splendida e la rivendo........non come mia s'intende.

    Gianluca

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