Pagine

Le nostre rubriche

venerdì 12 giugno 2026

Lilli e il generale

Mentre le guerre infuriano, scopro che oggi l’Itaglia si è fermata a parlare di un evento importante, l’intervista della Gruber al generale Vannacci.


Lei ormai ha un ghigno fuori controllo. Somiglia tantissimo ad un cattivo della serie “From”, un giovinastro con un sorriso stampato a tutta faccia, gonfia come un gommone. Lui è il classico bell’uomo attempato, rassicurante e molto sicuro di sé.
Io ho da fare di meglio che vedere queste due facce perfettamente identiche della stessa medaglia, che interpretano i loro ruoli nel wrestling politico cui stiamo assistendo da anni. Chiacchiere, fuffa, montagne di soldi, cieca obbedienza ai padroni. Però i maledetti social mi hanno messo più volte davanti alcuni stralci di questa intervista e quindi ho ceduto.
Ebbene, intervista perfetta. Soprattutto perfetta Lilli, veramente una fuoriclasse quando si tratta di leccare il culo a chi ti paga. Lilli ha perfettamente interpretato il ruolo di colei che deve polarizzare il discorso (e quindi degli ascoltatori sintonizzati) su tematiche che ai fini pratici nulla cambiano nelle vite di milioni di persone - emigrati, LGBTQ o come cazzo si chiamano, coalizioni di partito, lotte interne ad uno schieramento politico - evitando le questioni fondanti della nostra esistenza - politiche sociali, guerre, schieramenti internazionali, welfare, UE, atlantismo. Soprattutto perché su tali questioni, i due contendenti che si mostravano i denti sul tavolino, si sarebbero trovati esattamente concordi. Lui, il generale di destra vera. Lei, l’incarnazione del liberismo più estremo.
Ma se proprio devo dare un giudizio finale, visto che qualche spezzone appunto lo ho visto, questa intervista farà guadagnare a Vannacci tanti tanti voti, constatata la sprezzante arroganza dettata da un senso di superiorità liberal che la rossa ha da vendere. Ottimo Lilli, missione compiuta.

1 commento:

  1. Per lo più d'accordo con te, una domanda fuori dal contesto liberal però la Gruber l'ha fatta ovvero quando ha chiesto al Generalissimo che cosa ne pensasse di una tassa patrimoniale, naturalmente Vannacci ha abilmente glissato. Cito dal Programma di Piazza Sansepolcro (per rinfrescar la memoria al generale) del 1919: "NOI VOGLIAMO: Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia la forma di vera ESPROPRIAZIONE PARZIALE di tutte le ricchezze." Naturalmente i Fasci una volta al governo non ne fecero di niente, ma almeno quelli del 1919 un minimo di idea di giustizia sociale nel capo ce l'avevano, che delusione questi fratelli in camicia nera.

    RispondiElimina