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giovedì 12 novembre 2020

Il dovere di parlare chiaro

Ed alla fine, quando il giuoco si fa duro, i duri cominciano a giuocare. Ed ecco che si giunge al dotto intervento del dott. De Bortoli, sul giornale di quelli Bravi (ma Bravi davvero), ovvero il "Corriere della Sera".


"Il dovere di parlare chiaro" è il titolo dell'articolo in cui il buon Ferruccio ci enuncia, papale papale, tutte le verità che sono sotto i nostri occhi e che noi, obnubilati dal virusse, facciamo fatica a decriptare. Oddio, diremmo che queste sono le sue verità, oppure - ma è lo stesso concetto, essendo De Bortoli un semplice ripetitore delle volontà di altri - delle élite economiche/finanziarie che ci governano. Ma non ci formalizziamo.

La prima grande verità è che bisogna capire che "nella seconda ondata della pandemia la salute conta sempre, certo, tantissimo - e ci mancherebbe - ma meno che in primavera. Meno". Ci mancherebbe... la salute conta eh... ma meno che in primavera. Oh, ci sta. Passa qualche mese ed un bene si deprezza, come in borsa. Il tutto perchè in ipotesi di secondo lockdown la gente (la povera gente, aggiungo io, non penso i De Bortoli) sarà costretta a rischiare per non morire di fame. Ci sta, dai. Nel 2020, nel posto più ricco del mondo, la nostra bella Europa, ci sta davvero di rischiare la vita per trovare da mangiare per sé ed i propri figli. Proprio come nelle grandi guerre, come ci raccontavano i nonni. Oppure nell'era neolitica, quando ci si doveva adattare al motto homo homini lupus. Insomma, è un piacere campare così nel 2020.

La seconda grande verità riguarda gli aiuti di stato, che ci sono (mah...), che ci saranno per ancora un po', ma "non illudiamoci che siano infinite". Ah vai, s'era capito. Ed è "giusto", se si prende come unico riferimento il Dio che governa il mondo di De Bortoli, ovvero la legge dei mercati. I mercati, quella cosa indefinita che ci comanda e che, par di capire, ora ha nelle proprie mani la scelta di vita o di morte di intere popolazioni.

Eccoci alla terza verità: "le aziende muoiono e nascono". Oh, si sapeva... Ma De Bortoli chiarisce il concetto: anche in fase di epidemia mondiale, con un mondo congelato, lo show, così come è stato delineato dai compagni di merende di Ferruccio, deve continuare. Tenere in vita le aziende "a dispetto delle logiche di mercato, sapendo che non avrebbero resistito comunque, sottrae risorse a chi ha un futuro in settori più avanzati". Quali siano i settori più avanzati non lo si sa, sicuramente ce lo chiarirà il grande De Bortoli, facendoci una white list ed una black list delle aziende (e dei settori) da salvare oppure no. Basta insomma con questa pletora di piccole (e virtuose, per lo più) aziendine italiche, vanto del nostro Paese fino a qualche anno fa. Che si cavino dai coglioni, che falliscano e che lascino spazio ai colossi tipo Amazon, intoccabili e veri padroni dei vari De Bortoli. Largo alla concorrenza, al sistema darwiniano, dove il più grosso mangia il più piccolo. E fanculo alle conseguenze.

Ed infine, la quarta ed ultima verità, sorprendente: anche i ricchi dovranno rassegnarsi a pagare le tasse secondo proporzionalità. Ma sì da Ferruccio... l'hai detto per farci piacere, per compiacere quei tanti poveracci che ancora - incredibilmente - leggono il tuo fogliaccio. Tanto sai che ciò non succederà mai, per cui tanto vale scriverlo per essere più simpatico.

Ecco, questo è il mondo di Ferruccio De Bortoli. Il mio è esattamente il contrario (a parte il punto quattro).

2 commenti:

  1. Che fine ha fatto il conteggiatore dei morti a Siena?

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  2. In Campania vanno riccamente nel culo a tutti.

    Ahahahah

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