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mercoledì 28 ottobre 2020

Un po' di Siena Noè


Ma parliamo un po' di Robur, visto che pare che il campionato possa proseguire. Campionato iper falsato, come oramai saranno falsate le nostre vite, per cui bisogna adeguarsi e cercare opportunità nelle difficoltà, altrimenti non se ne cava fuori le gambe.


Quattro grandissimi temi su cui discutere, mentre qualcuno nel nostro girone pare abbia giocato e che sia in testa alla classifica.

L'ADDETTO STAMPA - Mi ci scappa tantissimo da ridere, perchè su questo punto dell'addetto stampa non se ne esce. Ora, io sono una persona greve e che su tante cose non ci arriva proprio, per cui mi spiace se affermo che l'addetto stampa sia riferimento importante, ma a mio avviso non fondamentale, soprattutto se riferito alla categoria in cui giochiamo. Ed invece, dopo lo psicodramma del primo addetto (RIP), se ne aggiunge ora un secondo, con la nomina di Giacomo Muzzi. Speaker ormai storico del Rastrello, Giacomo non è giornalista, non ha cioè la tessera dell'ordine. Ciò ha provocato una decisa presa di posizione dell'Ordine toscano e del gruppo stampa di Siena (ah... che non si pensi che il presidente del gruppo stampa di Siena, nonché assessore mordi e fuggi di Brunooo oggi all'opposizione, si esponga con fini strumentalmente politici, perchè non è così), non concordi della scelta per il rispetto al lavoro di tanti colleghi che giornalmente disquisiscono sulla Robur. Ora, se è vero che "la legge impone solo agli enti pubblici l'obbligo di far ricoprire il ruolo di addetto stampa a giornalisti iscritti all'Ordine mentre non dice nulla rispetto alle società private" (detto da chi protesta, non da me), io sono tendenzialmente d'accordo con quanto eccepito: meglio un giornalista. Però uno che il Siena lo ama, come Tommaso Salomoni e Guido De Leo, i primi che mi vengono in mente, professionisti seri e misurati. Oppure, a sorpresa, si poteva proporre il grande caporedattore fuori sede, capostipite di un giornalismo nostrano che tanti Pulitzer ha prodotto, soprattutto negli anni della Siena da bere? Pochi giorni e si forma comunque una coppia al comando tanto per fare contenti tutti: accanto a Muzzi, ecco spuntare Silvia Sclavi, profonda conoscitrice dell'ambiente sportivo (mensanino). Ora speriamo che ci si fermi qui, ma la questione addetto stampa può riservare ancora grandi sorprese e scleri.

IL DS - E' tornato a parlare il DS del Siena Noè, Andrea Grammatica. Parole che ci sembrano ancora misurate, diremmo quasi di buon senso, se l'espressione non fosse molto abusata negli ultimi tempi. Molti i punti toccati, ma a noi interessa un passaggio in particolare. "Non abbiamo la forza economica delle top di serie D, abbiamo un budget da rispettare in modo rigido. Questo ci "costringe" ad usare le idee che spesso sono più importanti dei soldi". Plaudiamo assai al ricorso alle idee, plaudiamo soprattutto all'evidenza del fatto che questo anno abbiamo un budget da rispettare in maniera pare molto rigorosa. Però quel dichiarare di non avere la forza economica delle top di Serie D ci stona e ci sorprende, soprattutto in relazione alle dichiarazioni di tutti i tesserati del Siena Noè di voler vincere a tutti i costi il campionato. Vero, ci vogliono idee, intuizioni, organizzazione; ma bisogna anche investire. Ora, qualcuno a questo punto si impegni per cortesia a richiedere a quanto il budget ammonti per la sfera prettamente sportiva, così che si possa capire meglio di cosa si stia parlando.

IL VICEPRESIDENTE - Erano anni in cui in città non si parlava così tanto di Andrea Bellandi, persona conosciuta da decenni per i numerosi incarichi (anche politici) svolti. Insomma, 'sto Bellandi oggettivamente, fin dall'arrivo degli Armeni in estate, era sempre fra i coglioni: dove andava un Armeno, lì c'era Bellandi. Ora, tale pratica non è passata inosservata sia presso la tifoseria del Siena, sia presso il mondo politico, che attraverso una interrogazione del gruppo Piccini ha formalmente chiesto all'Avvocato perchè e con quale ruolo il sig. Bellandi stesse alacremente al centro delle questioni bianconere. Nessun ruolo ufficiale, ha replicato l'Avvocato. Solo un cittadino semplice, conferma Bellandi. Salvo poi, dopo poche ore, essere nominato vicepresidente della società. Ecco, siamo felici, così almeno abbiamo incasellato un altro attore protagonista in un incarico ufficiale, piaccia o non piaccia. Confidiamo nella vispezza di Bellandi, ma auspichiamo una posizione di basso profilo, moderata e soprattutto super partes. Il Siena Noè, oltre che degli Armeni, è di Siena e dei tifosi: questo il messaggio che Bellandi deve fare passare subito. Gli altri, Bellandi compreso, devono venire dopo il vantaggio della comunità. Ed a latere, se permettete, un pensierino innocuo: avevamo sperato che con l'avvento di questi Armeni orgogliosi e autarchici non avvenisse alcun tipo di coinvolgimento delle stesse facce folose conosciute e straconosciute. Non è successo? Ok, si campa uguale, ma rimane il rincrescimento.

GLI ARMENI - Oh, pora gente... Non c'è verso di avviare questo campionato. Il prossimo futuro pare molto bigio, per cui speriamo che il tutto tenga e che il progetto ambizioso prosegua. Ma una cosa ci garba poco assai. Siamo passati obtorto collo sopra alla questione della N inserita nella denominazione societaria (anzi, ora ci garba talmente tanto che parliamo solo e sempre di Siena Noè), ma 'sta cosa di devolvere i soldi dei biglietti della partita non giocata di domenica alla causa armena la strozziamo male. Ma non per dare contro agli Armeni, eh. Anzi, chi scrive, da appassionato di relazioni internazionali, ha ben studiato la storia armena e parteggia ferocemente per l'indipendenza di un popolo oggettivamente martoriato dai vicini. Ma queste sono cose che si dibattono all'università, oppure si può decidere autonomamente di partire e andare a combattere in Nagorno Karaback. Ma non si può e non si deve decidere unilateralmente di devolvere i soldi del biglietto, dopo averlo fatto, ad una causa che col Siena calcio non c'entra niente. Ma niente niente. Si poteva gestire la questione in mille modi, indire una raccolta fondi, aprire un deposito ove versare denari, ecc. Ma così no, perchè Siena è Siena e non è e non sarà mai una regione armena, nemmeno se si andasse in Cempions Lig. Manteniamo le distanze, come è giusto che sia.

4 commenti:

  1. Senza A.B.non è più la stessa cosa,non è più divertente.
    Siamo quasi tutti costernati.
    QUASI,visto che la "gavalla"è tornata a scalpitare come ai vecchi tempi ed è pronta per un nuovo Cappotto(no tatuato,visto che egli preferisce le gattine).

    Il Barberesco Ingravidante,dalla sua stalla tirata a lucido.

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    1. È tornato al paesello tra i suoi paesani!

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    2. Magari ci fosse anche rimasto

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  2. Vabbè dai! Anche la "rossa" veniva dal basket....Quello che non capisco è la delega alla comunicazione del VP.

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