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sabato 20 giugno 2026

Il Rinascimento senese di Quixote. Capitolo 1

Nel 2016 decisi di inviare al nostro Primo Cittadino alcune mie riflessioni riguardanti la nostra città. Era da tempo che ci riflettevo su e decisi che era giunta l’ora di cercare di dare un ordine ed uno scopo ai miei pensieri e di comunicare il tutto a chi della nostra città ne decide le sorti.



Ne nacque questo “pappié” che aveva l’intento di “provocare” in senso costruttivo.

Parliamo di Siena e del suo territorio partendo da alcune mie considerazioni personali:

- Siena non è il Palio.

- le Contrade non sono il Palio.

- Siena è TUTTA la sua storia (una GRANDE storia volutamente cancellata dalla memoria).

- Le Contrade (o Corporazioni) erano la più alta e civile espressione della CIVILTA' SENESE.

- Il Palio era solo UNA delle espressioni delle Contrade.

- Le Contrade erano piccoli stati ai quali mancava solo di batter moneta.

- Le Contrade erano una sorta di Mutua Assistenza Popolare.

- Le Contrade erano e sono parte di Siena.

Tutto questo è quello che io chiamo “il grande inganno”, il “panem et circensem” che viene distribuito ai Senesi da almeno un secolo distraendoli dall’effettivo valore storico e culturale della nostra città.

Parliamo dunque di quali siano le altre Eccellenze di Siena, eccellenze di cui dovremmo essere orgogliosi e di cui dovremmo perpetuare la memoria e continuare a perseguirne gli scopi, quegli scopi che ci hanno lasciato in eredità i nostri antenati.

Le Eccellenze di Siena nei secoli:

- invenzione della banca moderna (Tavola de’ Bonsignori XIII secolo).

- una delle più popolose città medievali (130.000 abitanti quando Londra ne aveva 60.000).

- 5 Papi (solo Milano ne ha altrettanti, a parte Roma ovviamente).

- Livello artistico elevatissimo (al pari di Firenze, Venezia, Roma fino al XVI sec.)

- Artigiani di primissimo ordine (quanti sanno che nel XIII-XV secolo Siena vantava i migliori laboratori d'Arte Orafa d’Italia e dunque d’Europa?).

- Quanti sanno che l'Arte dell'Intaglio del legno è nata a Siena nel XIV secolo (vedi Vanni di Tura dell’Ammannato?).

- E le famosissime Ceramiche Senesi?

- La più antica Banca Laica del Mondo ancora in attività (MPS).

- Uno degli Ospedali Pubblici più antichi d'Europa (S. Maria della Scala - 1090)

- Una università tra le più antiche del mondo - 1240.

- Una delle Accademie Musicali più antiche del mondo (Chigiana - 1932).

- Una delle Accademie Linguistiche più antiche del mondo (Intronati - 1527).

- Una delle Accademie d'Arte, Teatro, Musica, Lingua più antiche del mondo (Rozzi - 1531).

- Una della Accademie delle Scienze più antiche del mondo (Fisiocritici - 1691).

Dunque, come si può ben vedere, la storia di Siena ed il suo orgoglio vanno ben oltre il semplice essere defnita la Città del Palio.

Nel nostro DNA storico scorre sangue molto più nobile e meritevole di attenzione, memoria e dignità; sentirsi senesi perché abbiamo il Palio è una tristissima limitazione ed offesa alla nostra realtà storica, all’importanza che ha avuto questa città nei secoli.

2 commenti:

  1. Le Contrade di Siena sono distretti amministrativi nate con la città medievale che assumono nel tempo significati e forme diverse sovrapponendosi o coicidendo territorialmente con altre istituzioni cittadine. Parliamo quindi di Compagnie militari, Compagnie laicali, Corporazioni di arti e mestieri ed in tempi più recenti di Società di mutuo soccorso le quali costituiscono il primo embrione di solidarietà sociale tre lavorari e famiglie degli stessi. Ai tempi del fascismo partecipano vergognosamente alla comparsata fiorentina a favore del dittatore tedesco ma a volte costituiscono anche il nucleo di gruppi antifascisti senesi. Tra l'altro l'appartenere alla stessa contrada salva la vita a diversi antifacisti e di contro, una volta finita la guerra, alcuni fascisti vengono risparmiati dalla voglia di rivalsa dei sopravvissuti proprio perchè appartenenti alla stessa contrada dei vendicatori. Di storie così ne ho sentite raccontare molte. Probabimente ci siamo salvati dall'essere un ulteriore Triangolo rosso proprio per il particolare modello di associazionismo cittadino costituito dalle contrade. Il Palio si stabilizza sotto il Granducato ovvero probabilmente quasi ad una forma compensativa della perdita di autonomia politica. Ricordiamoci sempre che i nostri sacri confini sono stati stabiliti dal Bando di Violante di Baviera, nostra valente governatrice agli inizi del 1700 e moglie del Granduca Ferdinando dei Medici. Come ci insegna il professor Balestracci le Contrade ed il Palio riescono ad essere ancora vive e vegete grazie alla innata capacità di sapersi continuamente adattare ed essere in qualche modo contemporanee e dunque funzionali alla società esistente in quel determinato momento. Permangono aspetti ereditati dal passato spesso nobili quali la solidarietà tra i membri, in generale verso la città o addirittura proiettata all'esterno come nel caso del terremoto de L'Aquila. Oggi la società in cui viviano ha perso molte delle caratteristiche solidaristiche tipiche del periodo del dopoguerra ed in qualche modo perpetuate fino a tutti gli anni '70, prevalgono forme di pensiero che spingono l'individuo verso l'autorealizzazione e che sembrano dimenticare la dimensione collettiva del vivere. Ecco che le Contrade marginalizzano la solidarietà e si concentrano su l'unico obbiettivo capace di soddisfare l'ego di ognuno ovvero la vittoria a tutti i costi o, al limite, la sconfitta degli avversari. Si traduce nei fatti in una ricerca assillante di denaro per poter così soddisfare i desideri di cui sopra, niente è più gratuito, anche il semplice stare insieme deve portare qualche guadagno e così facendo si rende la Contrada lo specchio fedele della società che ci circonda e non un antidoto come invece sarebbe auspicabile, niente di nuovo dunque, rimaniamo al passo con i tempi.

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