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martedì 3 agosto 2021

Lo strano caso islandese

Il 26 giugno l'Islanda aveva abbandonato ogni tipo di restrizione legata al virusse. Poi...
A quella data era stata doppiamente vaccinata in Islanda il 60% della popolazione; ora siamo arrivati oltre il 75%. Ma si stima che, per gli over 50, la percentuale di vaccinazione sfiori ormai il 100%. Storicamente, l'Islanda, stante il fatto di essere un'isola poco popolata e di essere stata fortemente attenta alla gestione dei contagi in ingresso dall'estero, è stata una delle nazioni che meno ha sofferto dei danni da covid.
In un clamoroso picco di sfortuna, adesso la situazione pare completamente ribaltata. Nell'arco di due settimane, sotto la spinta della diffusione della variante delta, siamo arrivati ad una incidenza di 280,6 casi su 100.000 abitanti, un dato che non si verificava da ottobre 2020 e marzo 2021. E quindi, negli ultimi giorni, sono state reintrodotte tutte le note misure cautelari: coprifuoco a mezzanotte, mascherine al chiuso, distanziamento, limite massimo di 200 persone per eventi pubblici.
Apocalittica la predizione dell'epidemiologo Thorolfur Gudnason, che ha affermato di non poter escludere che le restrizioni recentemente reintrodotte possano durare fino a 15 anni: rimpiangiamo il nostro Burioni. Kamilla Sigriour Josefsdottir, altra capa epidemiologa nazionale, sostiene che "a differenza delle ondate precedenti, gran parte delle persone che sono positive al virus non si sono autoisolate, il che significa che hanno avuto maggiori probabilità di aver diffuso il covid ad altre persone": frutto della assurda sicurezza dei vaccinati di essere al di fuori della catena di propalazione del virusse?
Ok, non la facciamo più lunga, mettiamo un grafico.


Commenti a latere di una persona normodotata, senza pregiudizi o conoscenze da finto virologo: 1) il vaccino non sembra fare una sega sulla diffusione della variante delta. 2) nemmeno in un'isola semi-disabitata, con il quasi 100% dei vaccinati sopra i 50 anni, sigillata dal resto del mondo, iper-attenta ai contagi di ritorno, il vaccino può rappresentare la soluzione del problema. 3) finché non si smette di mappare ossessivamente i positivi, non se ne uscirà mai, mai, mai (vedi Gudnason). 4) finché non si inizia a chiederci perchè ancora oggi si continua ossessivamente a contare i positivi (asintomatici e non, vaccinati e non, ecc), non se ne uscirà mai, mai mai (vedi Gudnason).
Ah, prima che qualcuno lo scriva nei commenti: la colpa è dell'afflusso dei turisti in vacanza. Bene, peccato che questi, se non in possesso di un certificato di vaccinazione o di guarigione, siano obbligati a presentare il risultato negativo di un test molecolare condotto nelle 72 ore precedenti la partenza, poi a sottoporsi ad analogo test all'arrivo in Islanda, poi a trascorrere 5 giorni in quarantena, poi a sottoporsi ad altro tampone al termine dei 5 giorni. Al contrario, se in possesso di green pass o di un certificato di guarigione, devono esibire solo il risultato di un test effettuato 72 ore prima della partenza. Attivate i neuroni e traete le vostre conseguenze.


"State of emergency how beautiful to be. State of emergency is where I want to be"
(Björk, "Joga", 1997)

7 commenti:

  1. oramai il virus è endemico nel mondo.
    per me sono da attivare seriamente tutti i protocolli sanitari di cure efficaci trovati in questi 18 mesi, soprattutto quelle cosidette domiciliari e anche l'economico sangue iperimmune del poro DE DONNO, e poi tana libera tutti.
    sennò saremo reclusi dalla dittatura sanitaria/globalista/progressista a vita.
    e non tutti percepiscono un reddito statale per vivere.....

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    1. Gli statali verranno colpiti e ricattati dal GreenPass esattamente e forse più degli altri.
      E te lo dice uno Statale che, mesi fa, diceva che i golosoni tranquilli... dovevano stare attenti ché l'ONDA sarebbe arrivata anche a loro (me compreso).

      Per la serie: si può smettere di crocifiggere TUTTI gli statali?

      Ma so già che è una battaglia persa, ci sò troppi stronzi tra noi statali... ma, udite udite, anche tra gli operai (e lo posso dire dato che dal 1973 al 1985 ho lavorato nel privato).
      Insomma via giù... cercare sempre il nemico privilegiato è uno sport divertente ma non sempre coeso alla realtà dei fatti (ma gli stronzi IGNAVI e PIGRI rimangono eh!... sia di qua che di là... ma NON solo e soprattutto di qua)

      Io, ad ESEMPIO; per non vaccinarmi (lavoro in un museo) e non far vaccinare mia figlia DODICENNE, molto probabilmente, dovrò LICENZIARMI!!!

      Ekkekazzo! O quanti NEMICI volete... un vi bastano quelli che già ci sono !!!???

      E, De Donno per me è e sempre sarà un EROE... speriamo ci sia memoria LUNGA in queste cose!

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  2. Non credo Al-Mutanabbi che oserebbero arrivare ai licenziamenti, perche' perderebbero le cause di lavoro conseguenti.
    Mi associo di cuore al ricordo del Dottor De Donno.5

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  3. Non mi riferivo al rapporto vaccino/lavoratori ma all’equazione virus/chiusure che porta e sempre porterà ad un calo sostenuto di lavoro e pil. Quindi chi è imprenditore come me rischia di non lavorare e di chiudere l’azienda, mentre chi percepisce lo stipendio pubblico non gli frega in cazzo ( non a tutti certo, ma a quasi nn tutti si...).

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    1. se sapessi chi sei ed avessi un tuo contatto privato e diretto ti spiegherei due cosine serie serie.
      :o)

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  4. Manca un pezzetto, a mio avviso importante, nel suo pregevole articolo: si fa la caccia ai positivi ricorrendo tutt'oggi a tamponi che ricorrono a più di 20 cicli di pcr, che per la stessa OMS sono inafferrabili. Ergo non se ne vuole uscire di proposito.

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    1. Forzutino, questo blog VOLUTAMENTE non ha mai affrontato il problema dei cicli di pcr. Solo per aver fatto notare qualche tempo fa che l'OMS (no Wiatutti) aveva cambiato definizione dell'uso dei tamponi, nei commenti si è scatenato l'inferno (bene, ne siamo felicissimi). Però, sul tema, mai dire mai... Al-Mutanabbi

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