Riceviamo e pubblichiamo.
Caro Almuta, questa è una storia triste. Anzi no, è una storia lunga, contorta e mal interpretata (soprattutto da me), piena di trabocchetti e di giochi di prestigio. È una storia che a guardar bene si ripete, si ripete e si è ripetuta cento volte almeno da quando gli uomini hanno iniziato a scambiarsi cose. Quante volte abbiamo letto: "Dopo questa cosa niente sarà più come prima"? Invece si nasce, si vive, chi più chi meno, chi con più chi con meno, poi si ridiventa azoto per le piante. A formare i grandi cicli della vita o i corsi e ricorsi della storia. Comunque, a parte questo pietosissimo preambolo, sempre di storia triste si tratta; dunque partiamo da un grafico.
L’11 settembre 1973 (singolare vero?) Augusto Josè Ramon Pinochet Ugarte, classe 1915, Capitano Generale dell’esercito cileno, dà l’assalto con i carri armati al palazzo presidenziale della Moneda e destituisce il Presidente democraticamente eletto Salvator Allende, che non fugge ed anzi s’immola al grido: "Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i Lavoratori!". Sì, ma che c’entra tutto ciò con la produttività e i salari USA? Niente, infatti questa cosa del Cile accantoniamola (per ora).
Il 6 ottobre del 1973, giorno dello Yom Kippur, Egitto e Siria attaccano in armi Israele ed al contempo i produttori di petrolio arabi appartenenti all’Opec sostengono l’azione di guerra bloccando l’esportazione di greggio ai Paesi filo israeliani, USA in primis. Il prezzo del petrolio sul mercato quadruplica il valore passando da 3 $ a 12 $ al barile e lo shock, per i paesi industrializzati importatori di petrolio, è così importante che le rispettive economie entrano in stato di stagflazione, cioè presenza in contemporanea di alta inflazione (dovuta a carenza di offerta) e recessione (calo produzione). Esogena è la scintilla iniziale per la divergenza produttività/salari, con tassi inflattivi superiori al 20% dovuti a carenza di offerta (mancanza fisica di petrolio) che erodono il potere di acquisto dei salari; ma non è tutto, perché poi negli anni ‘80 la dinamica si accentua diventando strutturale, questa volta per cause endogene: per la politica dei redditi.
Cosa succede negli anni ‘80 di tanto penalizzante per i redditi da lavoro? Vedo già materializzarsi all’orizzonte la figura di Milton Friedman, classe 1912, economista neo liberista americano, Premio Nobel nel 1976, fondatore del pensiero monetarista e della scuola di Chicago...
Ma prima facciamo un passo indietro, torniamo al 1 luglio del 1944 (Roma era stata liberata il 4 giugno, il 6 giugno le truppe alleate sbarcano in Normandia, il 13 giugno la Germania lancia i missili V1 contro l’Inghilterra, il 22 giugno gli alleati bombardano lo stabilimento Fiat Mirafiori, il 31 luglio l’Armata Rossa raggiunge Varsavia), quando, in un albergo di lusso nel New Hampshire, a Bretton Woods, si apre una conferenza per il riordino mondiale del commercio internazionale, cui partecipano i 44 stati più industrializzati del mondo. O meglio, 43 che partecipano e 1 che decide. Gli USA, che in quel preciso momento rappresentano il 90% della produzione industriale mondiale, infatti dettano unilateralmente le regole del commercio, hanno già vinto la guerra e si apprestano a regolare il mondo. John Maynard Keynes, economista britannico, classe 1883, fondatore della Scuola Keynesiana (ma dai), era stato chiamato al capezzale dell’economia capitalista nel frangente della grande depressione degli anni ’30 seguente al crollo di Wall Street del ’29. Aveva acquisito sul campo una certa popolarità in ambito di politiche economiche - insomma, se uno salva il sistema poi il sistema ti è riconoscente e un qualche ruolo importante te lo trova, no? - e per questo partecipa alla conferenza proponendo la creazione di una stanza di compensazione periodica (triennale) atta al riequilibrio dei saldi commerciali tra Stati (deficit e surplus commerciali), il tutto regolato da una unità di conto monetaria internazionale chiamata Bancor. Sì buonanotte, e il dollaro? Allora niente Bancor, si va verso convertibilità di tutte le valute con il dollaro americano la cui quantità viene regolata sulla base delle riserve auree della Fed. Si istituisce il Fondo Monetario Internazionale, si stabilisce un sistema di cambi fissi tra le monete, il gold exchange standard. Successivamente, siccome le limitate riserve auree di Fort Knox rispetto al volume enorme ed in costante incremento del commercio mondiale non garantiscono più la giusta quantità di dollari necessari agli scambi internazionali, si abolisce la convertibilità in oro e si stabilisce la flessibilità dei cambi. Siamo nel 1971.
Abbiamo detto che Keynes era stato chiamato al capezzale dell’economia capitalista nel periodo della grande depressione degli anni ‘30, come si può evincere da questo eloquente grafico, nella cui scala a sinistra troviamo il livello d’indebitamento privato (imprese e famiglie) americano in rapporto al PIL, che nel 1930 raggiunge il 300%. La mancata crescita del potere d’acquisto dei salari rispetto all’incremento di produttività ed investimenti, la politica monetaria accomodante della FED, la continua espansione del credito attraverso tassi artificiosamente bassi, il credito squisitamente finanziario di carattere speculativo concesso a piene mani dalle banche commerciali: nasce il liberismo. Insomma, la famosa ed efficiente mano invisibile regolatrice dei mercati gonfia a tal punto la bolla che, quando essa esplode, lo tsunami conseguente arriva in poche ore fino al vecchio continente. Sia chiaro, fa tutto parte del gioco: la mano invisibile regolatrice del mercato funziona finché funziona, l’imprenditore produce e tanto più produce a minori costi (salari) tanto più si mette in tasca il profitto (Marx ha rivolto a questo argomento un libro di 1500 pagine scritte fitte fitte e senza figure). In sostanza, se a tagliare i salari è uno, poco importa; se sono cento, vabbè; ma se tutti proprio tutti producono sempre più beni a costi decrescenti (deflazione salariale), il problema si presenta e diventa enorme, come diventa enorme la massa di denaro dato a credito al sostegno della domanda aggregata che non è sufficiente a smaltire tutta l’offerta aggregata. Il grafico sopra dimostra proprio questa dinamica ciclica: liberalizzazione finanziaria, deflazione salariale, espansione incontrollata del credito, bolla speculativa finanziaria e immobiliare, shock esogeno, scoppio della bolla speculativa, restrizione creditizia (si chiudono i rubinetti le banche rivogliono i soldi prestati), sofferenze dei crediti, default degli istituti finanziari, recessione, disoccupazione, depressione, guerra, set-up ed inizio di un nuovo ciclo.
E il Cile? Colpo di scena: l’argomento era stato accantonato, ma non dimenticato. Siamo 1973, dopo anni (in letteratura "trente glorieuses") di New Deal e parecchia repressione finanziaria, i banchieri scalpitano, i padroni delle ferriere assomigliano a leoni in gabbia, la recessione c’è, come la stagflazione (recessione + inflazione) per via del vertiginoso aumento dei costi energetici, l’inflazione al 20% colpisce la rendita finanziaria imbrigliata da mille paletti. Tuttavia il mondo diviso in due blocchi non lascia grandi margini di manovra ad improvvisate sterzate di politica economica neo liberista.
Io me li vedo come in un film: colazione di lavoro, Milton Friedman, qualche pezzo grosso di JPMorgan e Goldman Sachs, Henry Kissinger: "Milton, un esperimento su scala ridotta lo potremmo sempre proporre al presidente... se funzionasse...". "Ma io vi ho già garantito che funziona". "Sì, come nel ‘29?". "Henry, ma che cazzo di ‘29, adesso le condizioni sono completamente diverse, sono passati quarant'anni. Poi vi garantisco che almeno per i primi anni il gioco funziona. Avete visto in Europa... In Italia comandano i comunisti. Ti rendi conto Milton, ci sono i nostri missili strategici là, questi se falliamo ci fanno il culo". "Capisco Henry, allora per essere sicuri dovremmo trovare un Paese comandato da un uomo forte, messo da noi, che abbia le mani libere e possa eseguire le politiche nostre punto per punto in fretta. Poi se funzionasse (e vi dico che funziona) lo porteremmo come esempio estendendolo su larga scala, ma per questo ci vuole tempo. Ascoltami bene Henry, in Cile Augusto ha fatto pulizia, in più nella Pontificia Università Cattolica del Cile ci sono nostri amici molto ben preparati, lui potrebbe partire subito con il programma. Però Henry inizialmente loro sono messi poco bene, sai Augusto ha dovuto fare terra bruciata". "Cosa serve Milton?". "Niente Henry, servono solo dollari". "Scusa Milton, per i dollari ci sono loro [i banchieri]". "No, loro si attiverebbero dopo. Per le privatizzazioni, io pensavo di far intervenire il FMI, ovviamente facendo un aggancio valutario con il dollaro, per essere sicuri". "Al Vaticano sono informati?". "Penso di sì". "Ok, comunque per sicurezza chiamo il segretario". "Bene allora avverto il presidente, proviamo”.
L’esperimento riuscì.
Dopo questo, tutto sarà come sempre.
Iuri




Tanto è vero che il caro Pinochet ha avuto esequie in chiesa, persona integerrima del resto.
RispondiEliminaBona Hugo