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giovedì 20 maggio 2021

Gennaio 2020: commenti

Abbiamo visto ieri il riepilogo, giorno per giorno, degli eventi più significativi di gennaio 2020. Ora andiamo a commentarli. Attenzione, perchè, come sempre capita, la sedimentazione delle informazioni e la loro rilettura con calma garantisce una comprensione quasi totale delle cose...


IL LECCACULISMO DELL'OMS VERSO LA CINA

Se andate a rileggervi quante volte l'OMS ha stucchevolmente ribadito di ringraziare la Cina per l'atteggiamento di "piena cooperazione" e di trasparenza nella gestione dell'epidemia, resterete sorpresi. Si è molto discusso dei rapporti molto stretti fra il governo cinese ed il Direttore Generale dell'OMS Ghebreyesus (sui quali non ci dilunghiamo), ma il fatto è che questo atteggiamento deferente dell'OMS ha fatto sì che non siano state subito intraprese misure efficaci per evitare la diffusione del virus, come invece altri Stati (vedi Taiwan come esempio concreto) fin dai primi giorni mettono in moto in modo sistematico. Prova ne sia il fatto che ancora il 23 gennaio l'OMS minimizza fortemente la possibilità che esista una diffusione da uomo a uomo al di fuori della Cina (???). Per tutto il mese di gennaio, quindi, siamo in presenza di una non-gestione dell'OMS, le cui direttive restano essenzialmente "niente panico" e "niente paura". Infine, l'OMS avalla e supporta la strategia di lockdown imposta nello Hubei, che sarà poi presa a modello da quasi tutto il mondo nella gestione della pandemia.

L'ASSENZA DELLA UE

Mentre man mano il virus si propaga in tutto l'est del mondo, la UE pare non esistere. Il 22 gennaio il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie dichiara, senza alcuna logica o uno straccio di evidenza scientifica, che il rischio di introduzione del virus in Europa attraverso casi importati sia moderato: insomma, lo stesso atteggiamento apparentemente poco interessato al diffondersi del virus verificato nella OMS. Lo schiavo dell'Europa, il ministro Speranza, così scrive a fine gennaio nel suo ritirato libro a proposito della UE: "Ma la mia sensazione è che la coesione ci faccia difetto, che il livello di allerta sul virus sia troppo basso e i meccanismi di funzionamento delle istituzioni comuni siano troppo deboli per attivarsi con efficacia in caso di emergenza". Ripetiamo, parla Speranza, schiavo della UE.

LA SICUREZZA OSTENTATA DEL GOVERNO ITALIANO

Nessun problema neppure in Italia. Il governo si dichiara "vigile", "molto attento" e "preparato" ad ogni evenienza. Di eccezionale interesse, per tutto ciò che poi sarebbe capitato, è la circolare 0001997 del 22 gennaio con cui il Ministero della Salute avvertiva i maggiori enti sanitari, politici e militari italiani che le informazioni disponibili suggerivano che "una forma inizialmente lieve del virus può progredire in una forma grave, soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche pre-esistenti, quali ipertensione e altri problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e altre patologie respiratorie; anche le persone anziane potrebbero essere più suscettibili alle forme gravi". Quindi, il Ministero della Salute già sapeva quali categorie sarebbero state anzitutto da tutelare: persone già malate ed anziani. Ma nessuna minima procedura o protocollo di tutela per essi fu mai approntata. Già si sapeva, inoltre, quali misure concrete fossero da adottare per non infettare ospedali e comunità per anziani, perché erano previste dal Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale e dai Piani pandemici regionali di cui l’Italia si è dotata dopo l’influenza aviaria del 2003 e della cui applicazione sono responsabili il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni. Piani pandemici evidentemente dimenticati perché nessuno li ha seguiti benché traccino utili linee guida per le varie fasi della pandemia, comprese le fasi di pre-emergenza ed emergenza di gennaio. Si pensi che i piani indicano di procedere verso precisi approvvigionamenti di apparecchiature e presidi che sarebbero stati fondamentali mettere a disposizione dei sanitari e dei pazienti nelle prime settimane dell'emergenza. Le indicazioni prevedono fra l’altro: come "definire un percorso per i pazienti con sintomi respiratori" negli ospedali e negli studi medici, in modo da non diffondere il contagio; come definire le procedure per la presa in carico dei pazienti anche a domicilio; come far "indossare DPI (dispositivi di protezione individuale) adeguati" al personale sanitario tipo "filtranti respiratori FFP2, protezione facciale, camice impermeabile a maniche lunghe, guanti per evitare che si infettino". E viene fatta anche una previsione: che sarebbero serviti "dai 3 ai 6 set di DPI per caso sospetto, 14-15 per ogni caso confermato lieve, dai 15 ai 24 per ogni caso grave" . Nella circolare 0001997 invece si prescrive di vaccinarsi contro l'influenza (???) almeno due settimane di partire verso Wuhan, di lavarsi spesso le mani, di evitare di visitare mercati ittici o allevamenti animali. Insomma, per tutto gennaio, fino al giorno 30, non sono chiusi i voli per Wuhan. Dal 30 in poi, chiudono i voli diretti, ma restano aperti quelli indiretti (con scali intermedi), per cui migliaia di cittadini cinesi o italiani continuano ad arrivare dal punto di contagio. In un verbale del CTS di quei giorni si legge a tal proposito: "L'avvallo e la generalizzazione di analoghe misure restrittive (a livello di singoli vettori) risulterebbe, al momento, non giustificato ai fini del contenimento dell'infezione e, oltretutto, discriminatorio nei confronti di misure previste per i passeggeri in arrivo con altri vettori sul territorio italiano". Insomma, va bene così... Lo ribadisce anche Speranza il 30 gennaio: "La situazione è totalmente sotto controllo".

INTANTO, ALTROVE...

Non tutti però (non) agiscono e (non) reagiscono come OMS, UE e Itaglia. Il giorno 1 gennaio, poche ore dopo il capodanno, la vice-presidentessa del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie di Taiwan intercetta la notizia delle polmoniti atipiche in una chat di medici cinesi. Taiwan manda immediatamente una mail a OMS ed alla Cina per avere spiegazioni in merito: non otterrà alcuna risposta. Subito, con il presupposto che il contagio avvenisse da uomo a uomo e fosse in atto, Taiwan predispone le seguenti misure di prevenzione: rafforzamento dei controlli alle frontiere, rigido protocollo di quarantena per chi rientrava da Wuhan, screening dei passeggeri dei voli da Wuhan prima della sbarco e direttamente sull'aereo. E perché mai Taiwan ha azzeccato in pieno le previsioni ed ha limitato fin dall'inizio clamorosamente i danni? Beh, semplicemente andando per deduzione. Avendo difatti saputo che i primi casi segnalati a Wuhan erano stati posti in isolamento, si è ipotizzato che la malattia fosse contagiosa (come successe per la SARS nel 2003). Oh, più semplice di così... Ricordiamo che la Cina riconoscerà il contagio da uomo a uomo il 20 gennaio e l'OMS il 22 gennaio: sono venti giorni che hanno veramente fatto la differenza. Porti chiusi, voli vietati da e per la Cina, quarantene obbligatorie per i turisti, scrupoloso monitoraggio dei singoli casi di malattia, integrazione del database nazionale di assicurazione sanitaria con il database sull'immigrazione e le dogane, furibondo contact tracing: queste alcune misure che hanno permesso a Taiwan di avere 7 morti nel 2020 e meno di 1000 contagiati. Ed assenza totale di lockdown, zone giallorosse, chiusure: niente di tutto ciò è stato imposto. Segno evidente che il virus si poteva debellare/gestire, se si fosse deciso di non seguire le indicazioni dell'OMS; anzi, se si fosse fatto l'esatto contrario.

1 commento:

  1. Simpatici questi cinesi... io mi fionderei subito nei loro locali e gli offrirei un bell’ aperitivo scikke magari facendo un bel girotondo arcobaleno e cantando bella ciao...
    Uno scikkoso griffato

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