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mercoledì 12 maggio 2021

Dicembre 2019

1 DICEMBRE 2019 - Un uomo a Wuhan accusa febbre e difficoltà respiratorie. Si scoprirà poi essere il primo positivo a Covid-19.

12 DICEMBRE 2019 - A Wuhan le autorità sanitarie investigano su un cluster di pazienti con polmonite virale. Comune denominatore: aver frequentato il wet market cittadino.

30 DICEMBRE 2019 - La dott.ssa Ai Fen, direttrice del Polo Emergenza del Central Hospital di Wuhan, condivide in una chat di gruppo del reparto la notizia di un virus contagioso simile alla SARS. Subito rimproverata per "aver diffuso delle dicerie".

31 DICEMBRE 2019 - La Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan segnala un focolaio di casi di polmonite a eziologia ignota in città. L'ufficio OMS in Cina comunica la notizia all'ufficio OMS del Pacifico Occidentale. La piattaforma EIOS (Epidemic Intelligence fronte Open Sources) viene a conoscenza dei casi di polmonite. Molte autorità sanitarie nazionali contattano l'OMS per avere notizie.


Cambia in questi giorni la storia contemporanea. Il mondo viene sorpreso da un virus sconosciuto. Scienza e medicina restano sconcertate. "Devo dire che dello scoppio del Covid-19 ci ho capito poco. A fine gennaio eravamo a meno di 200 casi, poi a febbraio il boom. Come si spiega?", chiede lo zanzarologo Crisanti.

"Boh", replichiamo noi. Anche perché è ormai provato che il virus circolava in Europa almeno da ottobre 2019 ed in Cina almeno da agosto 2019. Siamo stati cioè protagonisti, fin dall'inizio della storia, di una narrazione fantasiosa, più cinematografica che epidemiologica. Non ci credete? Ci considerate iper negazionisti? Bene, seguiteci in questa storia alternativa che inizieremo a fare sui primi passi del virus e poi fatevi una vostra idea.

Il 3 maggio 2020 il prof Cohen, direttore del reparto di rianimazione di due ospedali francesi, dichiara di aver rinvenuto un caso di Covid-19 in un paziente il 27 dicembre 2019.

Poche settimane dopo l'ISS, dopo l'analisi dei campioni prelevati dai depuratori di città del nord, dichiara di averne trovati di positivi a Milano e Torino a dicembre ed a Bologna a gennaio.

A novembre su "Tumori Journal" si pubblica uno studio in cui si certifica che anticorpi specifici per Covid-19 sono stati rilevati in 111 individui su 959 (11,6%) a partire da settembre 2019, con un cluster di casi positivi (oltre 30%) a metà febbraio 2020. Ilaria Capua afferma che tale scoperta sancisce l'incapacità europea di mappare un nuovo virus che da mesi circola nel continente. Le fa eco contrario Galli, che tende a confutare lo studio, dichiarando che si sarebbero allora avuti focolai prima di fine febbraio 2020. Ed in effetti, con ogni probabilità i focolai ci sono proprio stati...

Già, perché in Italia, nell'autunno-inverno 2019, si è avuto un picco di polmoniti "da agente non specificato" e complicanze respiratorie, che hanno colpito soprattutto anziani e immunodepressi. Numerosi giornali locali dell'Italia del nord di quel periodo parlano di numeri fuori scala, riferendosi a strane polmoniti. Soprattutto negli ospedali lombardi, si parla di circa un 30% in più di casi rispetto all'anno precedente. Ma al di là del numero maggiorato, sarebbe stato fondamentale capire la qualità di tali polmoniti, attraverso una indagine epidemiologica da condurre nei primi mesi del 2020 ed incredibilmente mai avvenuta.

Esiste però un interessante studio, condotto dalla società di servizi per la sicurezza nei luoghi di lavoro Meleam, che fa luce su tale aspetto. Ordunque, lo studio snocciola dati in un certo qual modo clamorosi. A fine aprile 2020 circa il 34% dei 7.000 individui analizzati con test sierologico risultava essere positiva al virus; oltre l'80% delle persone aveva sviluppato anticorpi consolidati, il che dimostrava che la malattia era stata già affrontata e superata. Sempre secondo lo studio, l'epidemia si sarebbe avviata ad ottobre nel nord ed a fine anno si sarebbe spostata a sud, dove però sarebbe sfociata in casi quasi nella totalità asintomatici. Va da sé che lo studio, rifiutato dagli enti ministeriali, avrebbe ridisegnato lo scenario della storia della pandemia italiana, ma soprattutto avrebbe fornito strumenti importantissimi per affrontare meglio le criticità verificatesi all'inizio del 2020, quando l'Itaglia brancolava letteralmente nel buio. Pensate alla clamorosa differenza di dati, citando ad esempio il caso di Brescia: lo studio dimostra che il 50% della popolazione a marzo 2020 aveva già conosciuto il virus, mentre il Ministero della Salute ed altri enti dicevano che ciò era capitato solo al 2%!

Bisognerà aspettare solo qualche mese per leggere un altro studio sulla sieroprevalenza sul territorio, stavolta da organi ed enti ben più ufficiali ed autorevoli. Nel verbale 98 del 5 agosto 2020 di ISTAT e Ministero della Salute, si cita una indagine su 64.660 persone cui era stata effettuata una ricerca di anticorpi specifici nel siero. Ebbene, al 27 luglio 2020 erano 1.482.000 (il 2,5% dell'intera popolazione) le persone con IgG positivo, ovvero "6 volte in più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia" secondo le stime dell'ISS. "La Lombardia assorbe da sola il 51% delle persone che hanno sviluppato anticorpi". Era asintomatico il 27% delle persone con anticorpi. In pratica, i numeri ricalcano quanto emerso dallo studio di Meleam.

Insomma, tutto cambia a rileggere i dati che - stranamente - sono rimasti nascosti oppure poco divulgati. Il virus in Europa circolava da ottobre ed aveva iniziato a sviluppare, in regioni specifiche, picchi anomali di polmoniti "strane" e di forti forme di influenza. Ma i primi mesi di attività virale, con il mondo che tranquillamente continuava a funzionare come sempre, senza lockdown o misure di distanziamento, sono stati totalmente bypassati, lasciando allo sbaraglio, a fine febbraio, un intero continente, stranamente colto di sorpresa da un virus comunque ufficialmente conosciuto dall'esperienza cinese da quasi due mesi.

9 commenti:

  1. Dopo questo video anche chi ha problemi neurologici dovrebbe iniziare a farsi qualche domanda. https://rumble.com/embed/ve7q3h/?pub=k9oiv&s=08

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    1. video visto. è impressionante. dovrebbe essere diffuso sulla tv nazionale. conferma tutte le prime e ultime impressioni.
      il reset ci vuole ma di tutte le classi dominanti di questa epoca.

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    2. Mia sorella!!!
      Sono orgoglioso di lei...
      Jerry Fletcher
      ps vado a prendermi il litio (sperando che l’iter di approvazione ministeriale non sia stato taroccato...)

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  2. Il calendario ha il passato, interessante, il presente e il futuro: ecco parlando di presente e futuro voi ve lo fareste il PFIZER o il MODERNA col richiamo a 42 giorni anzichè 21 come ribadito necessario dalle stesse aziende farmaceutiche?

    Chiedo per un amico di 54 anni

    Grazie,
    Pippo

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  3. Non ho capito il verbale 98, se l’indagine è su 64000 persone, come fanno i positivi alle IgG ad essere un milione e mezzo?
    E poi come mai in Lombardia l’epidemia misconosciuta per un anno ha portato ad aumentare i ricoveri del 30% per poi invece esplodere facendo collassare i reparti di tutta la regione proprio nel Marzo del 2020?
    Insomma, le cose che non tornano sono tantissime, ma la narrazione alternativa, almeno da un punto di vista medico, è debole quanto quella ufficiale.
    La parola agli esperti.
    A.

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    1. Ed ecco qua gli esperti (lettera minuscola, gli Esperti sono altri). Ordunque, anzitutto facciamo le cose per benino, in modo tale che tu possa controllare parola per parola quanto su questo blog complottista si dichiara. Si sta parlando del VERBALE N. 98 DEL 5.08.2020 rilasciato dai tuoi amici del CTS scaricabile da www.protezionecivile.gov.it. In tale verbale, ci sono gli ALLEGATI 20 e 21, "PRIMI RISULTATI DELL'INDAGINE DI SIEROPREVALENZA SUL SARS-COV-2", 3 agosto 2020. Cito: "I risultati qui presentati sono provvisori e sono relativi a 64.660 persone che hanno effettuato il prelievo e il cui esito è pervenuto entro il 27 luglio. La rilevazione si è inizialmente rivolta a una platea più ampia di cittadini residenti in Italia, ma la conduzione in condizioni emergenziali non ha permesso di raggiungere completamente la numerosità originariamente programma. Tuttavia, le tecniche di poststratificazione adottate, correggendo i fattori distorsivi di caduta, hanno permesso la produzione di STIME coerenti sia con i dati di contagio e di mortalità SARS-CoV-2, sia con i risultati prodotti da indagini condotte a livello locale in alcune realtà del Paese, nonché analoghe indagini svolte nel panorama internazionale". TRADUCO: siccome non ci si fa a fare un campionamento vasto vista la pandemia, da 64.660 persone si fa UNA STIMA totale. Il tutto eseguito da ISTAT (i soliti complottisti).
      "E poi come mai in Lombardia l’epidemia misconosciuta per un anno ha portato ad aumentare i ricoveri del 30% per poi invece esplodere facendo collassare i reparti di tutta la regione proprio nel Marzo del 2020?"... Eh, è quello che chiedo io da mesi... Che fai, oggi ti fai la stessa domanda (sono felicissimo, davvero)? Nel testo sopra una mezza idea del perché ciò sia avvenuto esiste. Poi esistono i milioni di articoli complottisti (alcuni anche su questo blog) che spiegano ancora meglio una ipotesi di realtà alternativa. Ma basta leggere i numerosi articoli di Wiatutti per FARSI DELLE DOMANDE (qui non esistono Verità, come invece ci spaccia, un giorno sì e l'altro no, con epocali figure di merda, la Scienza ufficiale) ed almeno iniziare a porsi dei dubbi sulla narrazione di regime. Io ho una mia storia personale, a proposito della tua domanda. A inizio gennaio ho avuto un ricovero di mia nonna alle Scotte per grave insufficienza polmonare e febbre. Ricoverata in ospedale, HO ASSISTITO CON I MIEI OCCHI (2 settimane di ricovero) A UNA EMERGENZA NEL REPARTO DI CASI SIMILARI (a un certo punto non c'erano più posti liberi), CURATI COME "POLMONITI ATIPICHE". Ecco, ma se invece fossero state tutte forme di covid? Al-Mutanabbi

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    2. C’ho messo un po’ ma era lunga e avevo da fare.
      Ora ho capito.
      Intendiamoci, io non ho nessuna certezza, ritengo probabile che il virus possa essersi diffuso prima, ritengo possibile che sia frutto di manipolazione e non di mutazione, ritengo improbabile che non esista.
      Però le polmoniti atipiche non sono nate nel 2019, esistevano pure prima. Anche io nel mio piccolo nel 2014 ho avuto una polmonite atipica senza che a nessuno venisse in mente di fare altro che non fosse riempirmi di buchi con antibiotici afflitti da innumerevoli effetti collaterali e farmi un rx di controllo. Nel 2020 purtroppo c’è stato qualche ricoverato e qualche morto in più (forse).
      Le spiegazioni le lascio a chi è più ha approfondito la materia più di me.
      Chiedo scusa ma io sono fatto così, se ho una polmonite vado da un infettivologo e non da un bancario, se ho un problema legale vado da un avvocato e non da un idraulico e viceversa.
      Scusatemi ma sono fatto così, vecchio stampo. Sono un residuato bellico, saró rimasto l’unico ma mi viene più facile vivere così...
      A.

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    3. Certo che le polmoniti atipiche sono antecedenti al 2019. Non capisco il discorso delle polmoniti, dell'infettivologo e del bancario... ma vabbè, non è un problema, sono certo che sono interferenze di altra gente dentro di te. Salutami tutti.
      Ordunque, che il virus si sia diffuso prima di quanto raccontatoci (e non c'è niente di male, penso) non è "probabile" (tua opinione), ma è CERTO (FATTI ACCERTATI). Dunque, se è CERTO che da almeno ottobre il virus circolava in Itaglia/Europa (vedi studio sulle acque reflue dell'Università di Barcellona con casi di covid addirittura a marzo 2019!), ciò che abbiamo vissuto non corrisponde alla realtà. Oh, non c'è mal di niente, non si dice (non sia mai!) che lo hanno fatto apposta, che hanno nascosto qualcosa, ecc ecc. No, si rileva solo che la narrazione che abbiamo vissuto probabilmente è da rivedere. Capita nelle discipline storiche, capita nelle vicende umane. Al-Mutanabbi

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