- CIAO SANDRO, PRESENTATI AL VASTO PUBBLICO DI WIATUTTI.
- Salve a tutti, mi chiamo Sandro Fantoni, faccio il preparatore atletico dal 1989, ho lavorato in Italia (Fondi, Pro Cisterna, Latina, Civitavecchia, Nepi, Chieti, Bastia, Novara, Legnano, Ravenna, Fermana, Taranto, Salerno, Bari e la storica Siena) e all'estero (Romania: Cehaclou, Cina: Tianjin, Arabia Saudita: Al Raed, Kenya: Gormahia). Ora sono in Eccellenza al Ladispoli. Ho avuto la fortuna di allenare insieme ad allenatori che hanno fatto la storia del calcio italiano sia come calciatori che come tecnici: Oddi, Materazzi, Di Chiara, Verdelli, Bini, Ze Maria ed ora con Scorsini.
- BEH, DIREI UN CURRICULUM ECCEZIONALE. COME E' CAMBIATO IL TUO LAVORO NEL CORSO DEGLI ANNI?
- Mah, devo dire che sin da quando ho iniziato ho cercato di distinguermi cercando, oltre che applicare quello che grandi professori dell'I.S.E.F. di Roma mi hanno insegnato, di informarmi sulle preparazioni di altre discipline sportive, prendendo il meglio di quello che potevano darmi per migliorare le performance dei miei atleti. Faccio degli esempi: essendo un appassionato di ciclismo - innumerevoli le sfide in mountain bike che facevamo con Di Chiara nelle colline senesi - posso essere sicuro di aver introdotto per primo intorno al 1990 le maltodestrine nell'alimentazione pre-gara dei miei ragazzi. Ho seguito personalmente, su suggerimento di Di Chiara, come si allenavano in palestra i campioni di basket NBA negli USA. Provenendo io dal Tae Kwondo ho applicato delle esercitazioni di forza esplosiva con i balzi che facevo. Parlando con i miei atleti ho tratto anche dalle loro esperienze passate le esercitazioni che li rendevano forti e scartato quelle dalle quali non traevano benefici. Attualmente mi tengo sempre aggiornato, ma vedo che riguardo alla preparazione atletica, visto anche la "riforma" che c'è stata nell'I.S.E.F. che ha portato molta confusione, io porto avanti i miei principi, che fino ad ora hanno dato sempre i loro risultati.
- COME SVOLGI IL TUO LAVORO DI PREPARATORE ATLETICO IN EPOCA DI COVID? QUALI SONO LE DIFFICOLTA' E LE SOLUZIONI CHE HAI TROVATO?
- Anzitutto permettimi di esprimere il mio sconcerto su come l'essere umano, con molta malvagità, sia riuscito a rovinare l'esistenza di tutti noi creando e divulgando questo maledetto virus. Riguardo agli allenamenti, con la società ci stiamo attenendo ai protocolli sanitari che ci permettono di evitare il contagio. Visto che non possiamo giocare ci stiamo dedicando molto ad esercitazioni che migliorano e affinano le qualità dei singoli atleti. A livello didattico e pratico, faccio svolgere allenamenti a gruppi ridottissimi di 2/3 persone, dividendoli in stazioni dove ogni gruppo svolge un lavoro particolareggiato eseguendo ogni esercizio (tecnico e fisico) con la perfetta esecuzione biomeccanica/tecnica.
- MI PARE UN METODO ECCELLENTE DI ADATTAMENTO AL CONTESTO MUTATO. COSI' COME SUCCESSE AL TUO ARRIVO INSIEME A STEFANO DI CHIARA NELL'AC SIENA NEL 1998-1999. RACCONTACI DELL'ARRIVO. IL SIENA NON SE LA STAVA PASSANDO BENONE...
- Quando arrivammo a Siena la squadra era l'unica in Italia, dalla serie D alla serie A, a non aver mai vinto una gara in campionato. I ragazzi erano sfiduciati e la loro condizione fisica non era delle migliori. Puntammo sulla ricostruzione dal punto di vista fisico giocandocela sulla qualità della velocità e Stefano tirò fuori dal cilindro situazioni tattiche per far giocare insieme Moretti, D'Ainzara, Arcadio, Ghizzani. Bocche da fuoco non indifferenti, ma che fino a quel momento poco avevano fatto. E inoltre sistemò la difesa, che divenne la nostra arma letale. Anche qui con soluzioni da alchimista giocavano Argilli, Voria, Mignani, Pinton, Macchi, Scucugia (grande uomo). Fu proprio bravo.
- CONCORDO. DA TIFOSO VIDI LA SQUADRA CAMBIARE TOTALMENTE. MA CHE ATMOSFERA C'ERA AL VOSTRO ARRIVO? IL SIENA ERA AL QUARTO ALLENATORE CON VOI...
- Sinceramente, quando ci videro arrivare, i ragazzi non erano molto fiduciosi, ma Stefano e io parlavamo per quello he le esperienze passate ci avevano lasciato. Alla fine, con il passare degli allenamenti, videro che quello che dicevamo era attuabile e allora ci seguirono! Quando andammo a giocare la prima delle nostre partite a Carpi, sinceramente ero un po' teso, ma poi con il passare dei minuti vedevo che la squadra eseguiva quello che le avevamo detto. Finì 3-0 per noi. Con un gol di D'Ainzara spettacolare, da centrocampo. Lui fu il primo a rinascere. Ti dico che se quella impresa l'avessimo fatta ora, con tutti i mass media che ci sono, stavamo in Champions League!
- NE SONO CONVINTO ANCHE IO. ANCHE PERCHE' LA SQUADRA EBBE UNA INCREDIBILE EVOLUZIONE. MI PUOI DIRE ALCUNI ACCORGIMENTI CHE PRENDESTI SIA A LIVELLO TATTICO CHE FISICO? PERCHE' LA SQUADRA INIZIO' AD AVERE UNA OTTIMA CONNOTAZIONE TATTICA ED UNA CONDIZIONE FISICA INCREDIBILE.
- Sono stato uno dei primi a lavorare in palestra. A Siena avevamo una ottima palestra allo stadio, lì ho forgiato la ricrescita della squadra. Il lavoro mio e di Di Chiara si fondevano l'uno con l'altro. Lavorando in spazi stretti, il Mister andava a trasformare quello che io facevo in palestra. Inoltre avevamo dei terapisti che ci seguivano e aiutavano quando tiravamo il collo ai ragazzi.
- ALLA FINE, GRANDE SALVEZZA RAGGIUNTA E MANCATA RICONFERMA. MA PERCHE'?
- E' una domanda che ci siamo fatti anche noi. La società fu venduta. Qualcuno credo abbia parlato del carattere ingestibile del Mister. Quindi la nuova proprietà si trovò tutto fatto, anche con i giocatori da comprare scelti e contattati in precedenza da Di Chiara. Noi materialmente non siamo rimasti, ma i nostri cuori sono ancora là.
- HO UN RICORDO NITIDO DI TE, CHE NEL SECONDO TEMPO TI SPOSTAVI SPESSO DIETRO LA PORTA DEL PORTIERE AVVERSARIO ED INIZIAVI UNA TUA PERSONALE PARTITA. COSA SUCCEDEVA?
- E' vero. Dovevamo salvarci, Siena lo meritava. Glielo dovevamo, per noi era inammissibile pensare che non potevamo salvarci. Qualsiasi cosa mi avesse permesso di vincere l'avrei fatta. E, reduce da partite giocate per anni nei gironi del Sud, dove tifosi, addetti ai lavori, raccattapalle "disturbavano" gli avversari, io facevo lo stesso, andando dietro la porta a "chiacchierare" con il portiere avversario. Oppure perdendo tempo nel raccogliere i palloni. In una partita, vincevamo 1-0, ma eravamo in 10. L'arbitro venne da me e mi disse: "Adesso basta. La faccio finire così, ma non mi rompere più co' 'sti palloni, che sto facendo una figuraccia".
- ECCO, IO QUELLA ANNATA LA APPREZZO PROPRIO PER QUESTE COSE. PER LA CATTIVERIA AGONISTICA. PER IL GETTARE IL CUORE OLTRE L'OSTACOLO. OGGI IL CALCIO E' CAMBIATO. COME TI TROVI NEL MONDO DEL FOOTBALL NEL 2021?
- Molto cambiato. E' difficile trovare uomini e giocatori allo stesso tempo. Basta guardare in serie A: un giocatore stava minimo 4/5 anni, ora alcuni dopo pochi mesi svaniscono o se fanno due stagioni a livelli medio-alti li osannano. A Ibrahimovic dovrebbero farlo santo. Inoltre non vedo giocatori che "rosicano". Sono impassibili ad una sconfitta. Personalmente, io in squadre simili non alleno. Chi mi ama mi segua, altrimenti arrivederci. Preferisco essere considerato un pazzo che lotta e vince, anziché un savio che perde e non lotta. Le ferite guariscono e la gloria è per sempre.
- SIAMO ALLA FINE. WIATUTTI TI RINGRAZIA, PERCHE' VOI SIETE STATI LA BASE SULLA QUALE QUALCUNO POI HA COSTRUITO DOPO. PUOI DIRCI QUALCOSA CHE NON TI HO CHIESTO.
- Guarda, ti chiedo di fare un grosso in bocca al lupo a Mister Stefano e Gill. Spero di tutto cuore che riescano a centrare l'obiettivo stagionale. Hanno il cuore e la capacità per farlo. Inoltre voglio fare un saluto a tutti i Fedelissimi e i tifosi del Siena. Mi piacerebbe tornare da protagonista e abbracciare tutti voi sotto la curva. Grazie per avermi dedicato tempo. Ciao. Sandro.

Quanto mi mancano Uomini come Fantoni e Di Chiara. Per me quella stagione equivale a una promozione, uguale alla pazzesca salvezza in B col Papa.
RispondiEliminaSimone