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martedì 19 gennaio 2021

Bellandi vs Gilardino. E l'umiltà

Essere del Siena (e non tifare Siena, quella è altra cosa) negli ultimi anni è doventato davvero divertentissimo: ogni giorno ne capita una nuova! Sì, si chiappano delle incazzature fotoniche, ma poi, a mente fredda, sui fatti ci si ragiona e si può fare di tutto: ridere, piangere, fare dietrologia, ecc.

Ultimo atto di questo psicodrammone ormai cronico, la querelle (prima de visu e poi a distanza) Bellandi vs Gilardino.

Alzi la mano anzitutto chi si sarebbe mai immaginata una sequenza del genere, solo qualche mese fa. Quando cioè il Siena Noè aveva ricominciato il suo secolare cammino affidandosi ad un ex campione del mondo, oggi giovane promessa nel settore degli allenatori nostrani. Una faccia spendibile, un uomo di campo e di immagine, una figura di alto e basso profilo contemporaneamente: questo quanto ci fu riferito a luglio/agosto (non di 1000 anni fa, ma del 2020). Oggi, pur rimanendo una persona per bene, Gilardino è stato giubilato per non ancora ben chiare cause, che probabilmente non sapremo mai fino in fondo. E da qui nasce il botta e risposta a distanza fra i due contendenti del titolo dell'articolo, con eco sovralocale.

Già, perchè i Gilardino, soprattutto per risonanza mediatica, poi vengono intervistati dai giornali rosei. E chi legge i giornali rosei sa (ancor più di noi) una sega dei perchè un allenatore conosciuto lasci una squadra potenzialmente prima in classifica, o giù di lì, nell'infima Serie D. Ed il rischio è di farci non un grandissimo figurone a livello mediatico. Anche questo una holding che tanto tiene alla propria immagine (prova ne sia la "N" fra "A" e "C" che ci ha imposto) dovrebbe mettere in conto.

Wiatutti, come noto, non fa all'ammore con allenatori o giocatori. Li commenta quando capita che indossino la maglia bianconera, w tutti se fanno bene / via tutti se fanno cacare. Ma quando essi se ne vanno, tranne rarissime eccezioni, per noi possono finire nel bottino. Scusateci la franchezza, ma questo è uno dei tratti distintivi di questo blog. Ragione per cui qui nessuno piange o rimpiange Gilardino. Che finora aveva fatto il suo, dimostrando discreta duttilità tattica e poco più; ma comunque traghettando la squadra nei primi posti della classifica. Non parleremo quindi delle maglie di lana (???) senza numeri trovate in estate o delle mancate cene pre-partita: siamo in Serie D, la società è nuova di pacca, un minimo di tempo per strutturarsi glielo concediamo e di fame e di freddo Gilardino di certo non muore. Parleremo invece delle motivazioni e delle conseguenze logiche che l'addio a/di Gilardino si porta dietro.

Ordunque, a oggi si sa che ci sia stato uno scontro Gevorkyan (che per comodità chiameremo Bellandi) vs Gilardino per diverse visioni societarie presenti e future. Ovvero, giocatori da acquistare secondo Gilardino e non da acquistare secondo Bellandi. Ovvero, status presente e futuro della squadra, non da primissimo posto sicuro secondo Gilardino ed ammazzacampionato secondo Bellandi. Ovvero, investimenti ancora da fare secondo Gilardino e preciso budget da rispettare secondo Bellandi. Il tutto condito da una difficile e difficoltosa comunicazione fra le parti. Come in tutte le aziende che si rispettino, trattasi dell'eterna lotta fra chi i soldi li sgancia fisicamente e chi quei soldi li usa. A mio avviso, niente di nuovo o anormale.

L'anomalia, se mi si permette di tralasciare definitivamente il poro Gilardino, icona passata e quindi sorpassata, è la comunicazione del vicepresidente Bellandi. Il quale ha idee in testa splendide, ma che probabilmente ancora devono trovare basi fondanti nella realtà. Insomma, qualche giorno fa il nostro ci fa capire che uno dei motivi per l'addio a/di Gilardino fosse stato un dibattito sulla rosa attuale, considerata dalla proprietà in grado di vincere in agilità il campionato. Salvo poi sentire dallo stesso Bellandi che, dopo Tavarnelle, si necessitano nuovi acquisti perché non siamo in grado di staccare in classifica le concorrenti. Così come la questione degli Over, "inutili" nell'era Gilardino e riproposti nella stessa modalità (a parte 15 minuti di Mahmudov) da Argilli.

Insomma, la sensazione è che si rischi di fare molto più di quanto sia logico per vincere un campionato di Serie D. Lo stadio da 25.000 posti (ne riparleremo), il non accettare l'idea che non si sia promossi, la squadra che deve asfaltare il campionato, l'allenatore esotico e da holding sono "ottimi" intenti, che tuttavia hanno il loro contrappasso. Prima di tutto si creano aspettative alte nella tifoserie e nel mondo del calcio; che poi fanno fatica a capire perchè una holding armena mandi via un ex campione del mondo quasi primo in classifica. E poi alza il livello della competizione con gli avversari. Chi ha giocato a calcio, sa benissimo che quando arriva quello troppo ganzo si raddoppiano gli sforzi per batterlo e, se possibile, per picchiarlo. Già siamo la squadra da battere, in più ci mettiamo sopra tutti questi discorsi... logico che il ragazzetto del Tavarnelle ce la mette tutta (e di più) per fare bella figura; e noi non si vince. Tralascio al momento l'ipotesi dell'allenatore russo, con parentesi graffa di Argilli, ponendo due domande finali. 1) Ma se tante volte non s'andasse di sopra con l'allenatore russo e si facesse anche cacare, ha la holding una idea delle critiche e delle ironie che si può attirare (ci sta che capiti anche su questo blog, conoscendoci)? 2) Ma non si può prendere un allenatoraccio merdoso e zozzo di categoria (anche superiore) che sappia parlare in lingua italiana, oppure è operazione troppo semplicistica e poco multinazionale?

Insomma, i nostri bei progetti teniamoceli e perseguiamoli. Ma per vincere sul campo, in quei campetti fangosi di periferia, il football ci insegna che bisogna fare le cose per benino, con logica e soprattutto umiltà.

Umiltà.

Umiltà.

8 commenti:

  1. Hai riassunto in toto il mio pensiero ci vuole un morgia/indiani della situazione che ha COMPETENZE PER LA SERIE D!!! Altro che allenatore russo, progetto di integrazione tra giocatori caucasici e Siena gnamo via.... SE e ripeto SE un giorno saremo almeno in serie B sono cose che potrai cominciare a fare facendo un campionato abbastanza remunerativo e con una certa vetrina per la A ...ma in D? Se fallisci la promozione sai dove te li cacci i giocatori esotici dell'armenia? HAI DETTO BENISSIMO UMILTÀ!!! E SCENDERE DALLE NUVOLE DEI MONTI CAUCASICI!!!!

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  2. Ma il Grammatica che figura da zerbino ci fa in tutta questa storia?

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    1. Direi non certo un figurone... Al-Mutanabbi

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  3. Anfosso e Principato a quale titolo scrivono sulla Robur? Ma soprattutto che gioco fanno? Sono sempre gli stessi che sussurravano alla Durio? O sono i gemelli?
    Uno di Valli

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  4. ora partiranno le domande scomode, basta attendere

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  5. Ma arrivano queste ciliegine sulla totta?
    Domani vincere a Sant Jeovan senza sed nada mas
    Chichibio

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  6. Esilarante Braccio sul "muro".
    Fortissimo!!!

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