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mercoledì 15 luglio 2015

Ponte & Comunicazione

Avrete intuito come Wiatutti sia assai attento a fatti inerenti alla comunicazione (spicciola e non).
Urge pertanto un intervento riguardante anche il presidente della Robur.


Ponte mi pare come uno di quei tossici che, in crisi di astinenza, a cicli regolari deve farsi una dose, per calmarsi e ripartire.
La droga, per Ponte, mi sembra che sia diventata (anzi, che sia sempre stata) la necessità di parlare, anzi di straparlare.
Le problematiche di comunicazione che il presidente evidentemente manifesta, hanno fatto difatti sì che l'entusiasmo popolare per una vittoria di un campionato e di uno scudetto di categoria + altre buone iniziative - come quella del tifoso nel CdA, ad esempio - scemasse come neve al sole, innestando una serie di polemiche spesso dovute alle sue promesse (non richieste) e continuamente non mantenute.
Gli esempi possono essere molteplici, ma mi riferisco per comodità soltanto a quelli accaduti negli ultimissimi giorni.
15 luglio mattina, intervista di Ponte al Corriere di Siena: "Entro la prossima settimana, l'allenatore avrà a disposizione venti giocatori per il ritiro".
Ma noooooo, dai! Ma ancora con 'sta "prossima settimana"? Ma basta! Basta "prossima settimana". Basta scadenze, basta! Se poi, per qualche motivo, il termine non si rispetta, la gente si incazza. Ed ha ragione, ha ragionissima. Perché si creano aspettative. Ovvia! Ma è così difficile capirlo? Facciamo così, si scrive grosso:
"PROSSIMA SETTIMANA" BRUTTO
"PROSSIMA SETTIMANA" CACCA
Bene... Continuiamo...
Questione Varutti: "Varutti non è andato via per una questione economica, ma personale, legata alla famiglia. Io ho fatto una proposta importante al giocatore il quale però l'ha declinata".
15 luglio sera, risposta di Varutti: "Quali problemi familiari. Sono fuori casa da 10 anni... E l'offerta economica eclatante di cui parla Ponte, in realtà sono meno soldi dell'anno scorso".
Ora, a me non interessa sapere quanti soldi sono, nè mi importa credere per forza a ciò che dice un calciatore (chi mi conosce, sa che non amo smancerie in tal senso). Ma mi chiedo se davvero fosse stato il caso, nell'intervista di Ponte, di andare a fondo sulla questione dell'offerta a Varutti. È un po' come quando ci davano i temini alle medie e si scriveva, si scriveva, si scriveva, pensando di essere ganzi: alla fine arrivava un segno rosso e si leggeva che si era andati fuori tema. Ma dico io: ma stiamo zitti, no? Si ringrazia Varutti, si loda per l'abnegazione e l'impegno, si liscia e gli si augurano i migliori successi. E via andare!
Il Presidente di una squadra di calcio, nonchè maggior azionista della società, ha il sacrosanto diritto di esprimersi e di informare; ha tuttavia il dovere, in quanto estremo rappresentante di una squadra che raccoglie una comunità, di non fare figure di merda.
Ecco, non le facciamo.

E diciamo la Verità ai tifosi (andava già fatto). E cioè che affronteremo questo campionato con un low budget, che ci riguarderemo anche nelle piccolissime spese (salvo poi magari spendere nelle cazzate...), che faremo una squadra di ragazzi in prestito per prendere gli incentivi della Lega Pro più qualche spicciolo delle società che prestano per la volorizzazione, che si punta ad un campionato di bassa classifica, che non si vogliono fare voli pindarici. Perché non ho 1 per fare 2, o perché voglio investire solo tot. A chi va bene è così, gli altri vadano affanculo.

Ma ci vuol tanto?

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