Lo sapete che ancora la ferocissima incazzatura della partita non l'ho smaltita?
Eppure io non riesco a odiare il Palermo.
Anzi, a me i Palermitani stanno simpaticissimi.
In realtà, i Siciliani mi piaccion tutti, soprattutto per averne conosciuti un po'.
Gente brava, gentile, accogliente. E mafiosa. Ma molto, molto meno dei Senesi.
Vi invito a visitare Palermo, per chi non l'avesse ancora fatto.
Una delle città più belle che abbia mai visto, soprattutto nel centro storico.
Io arrivai alla stazione, oddio, più un suk arabo che una stazione (mira che rinvio nel capo s'e fatto Dellafiore... Madonnina mia...) ed incontrai un tassista, rigorosamente abusivo, che mi condusse all' alberghetto vicino al mercato della Vucciria. Alla fine della corsa, tirando su il cofano di dietro, apparve una mega immagine di Santa Rosalia, che ricevette la giusta preghiera di ben arrivato (te guarda che liscio Grillo...).
Dalla terrazza dell'albergo, di notte scrutavo gli interni palermitani, fra gente in canotta ed altri che guardavano a finestra aperta la tv.
Il centro storico, incredibile ma vero, risulta come pochi giorni dopo la fine della seconda guerra mondiale: bombardato (l'hai visto Milos come ha rinviato questa palla?).
Un giorno, mi addentro per una strada, con la cartina in mano. Sulla mappa, la strada era lunga, nella realtà, proprio a mezzo, era stato costruito un mega palazzo (guarda questa merda che rigore che non c'ha dato).
Un'altra volta, assetato, entro in un bar e chiedo una aranciata. Non c'era. Ma in compenso avevano dentro al locale due go kart e una tavolata di omini malvissuti che mangiavano una pentola di chiocciole in umido (no, no, no, cosa ha fatto Morero?).
Ho visto lo Zen e lo Zen II, con un campo di calcio sterrato in mezzo ai palazzoni, ed ho pensato all'ariuccia che tirava per le squadre in trasferta (mira questo schifoso che rigore gli ha inventato).
Ed ho incontrato tale Salvatore Gattuso. Chi era, direte voi? Era un attore, un grande attore, interprete principale ne "Lo Zio di Brooklin", capolavoro di Ciprì e Maresco. Nel film, lo zio amava porgere il bastone alla gente dicendo: "Grattami i cojjiuni". Ripetemmo pari pari la scena, per il ludibrio dei passanti (nooooooooo, s'è perso questa partita...).
E poi gli arancini, il pane ca'a meusa, pane e panelle, la pasta con le sarde (in bianco, of course), le influenze arabo-normanne, le ricchezze trasandate, i bambini obesi.
Va bene, va bene, forse mi sono calmato, pensando nostalgicamente ad un'altra età.

Ma non l'avevano esonerato Gattuso?
RispondiEliminaTdf
A Palèmmo ci sò stato anche io, proprio con Almutanabbi.
RispondiEliminaMi scambiarono anche per un parcheggiatore abusivo.
Insomma io ero uno di loro, Almutanabbi invece sembrava i nostri centrali lunedì sera: pescifordacqua
ARIT
No, no. Nei miei confronti il giudizio è troppo severo. Dopo un primo momento di acclimatamento, poi mi sono sciolto parecchio.
EliminaConfermo invece l'assoluta integrazione istantanea di Arit.
Ma il termine mafioso riferito ai senesi si può scrivere? non sarà che, come disse Duchessa ai micini, .. è molto sconveniente? Franz
RispondiEliminaSi può, si può... per taluni sì!!
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