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lunedì 8 giugno 2026

La pandemia come strumento di discriminazione (dei veri fascisti)

Codogno, Lodi, Lombardia. Il 4 luglio si terrà in loco la notte bianca, una occasione di divertimento e di ascolto di musica. Con un ospite fortemente indesiderato, secondo tale Maria Cristina Baggi.


La quale Baggi è la capogruppo del consiglio comunale del Pd locale. Che ha designato il cantante Enrico Ruggeri non degno di partecipare alla serata. Motivo? È un no vax.

Ora, francamente io non so se Ruggeri sia o no un no vax; e nemmeno me ne importa una sega. So però che si è espresso molto criticamente nei confronti del fascista grinpas e più in generale della gestione pandemica e questo me lo pone su un bel piedistallo (oltre a garbarmi sul piano musicale, ma questa è un’altra storia).

Schiuma rabbia il partito fascista per eccellenza per vedere ancora in giro tutti quelli che al tempo osarono sfidare la narrazione di regime, che, in pieno stile littorio, adesso la devono pagare. In ogni modo possibile, anche non cantando in una serata in un paesino lombardo. Davvero, la furia di questi fascisti è senza fine e fa sì che nessuno dei contestatori possa mai pensare di addivenire ad un punto di incontro con cotanti antidemocratici.

Discriminare e cancellare chi pensa diversamente, oramai questo è il gioco preferito dei liberal di sinistra, che proprio non ce la fanno a stare calmi, anche a costo di seguitare a perdere le elezioni per milioni di anni a seguire. A mio avviso qui non si tratta più nemmeno di difendere interessi giganteschi che girano far politica e settore farmaceutico. No, siamo davanti ad un riflesso incondizionato di persone (malate) che si sentono in diritto, dal loro scranno di potere (capogruppo consiliare del Pd a Codogno… ahahahaaha), di poter decidere chi far vivere e chi far morire. Esattamente come fece Speranza in tempo di pandemia.

Le parole di spiegazione della Baggi sono deliranti, ma deliranti al pari di tutti i suoi colleghi di partito, che in questi anni hanno censurato o voluto censurare tutti coloro i quali hanno osato sfidare la loro narrazione su specifiche tematiche politiche molto divisive: “Recentemente l’artista ha ribadito quelle convinzioni, confermando di non aver preso le distanze dalle posizioni sostenute negli anni del Covid. Non si tratta quindi di dichiarazioni appartenenti a una fase ormai superata. La questione non riguarda la legittimità delle opinioni. Riguarda la coerenza delle istituzioni. Perché se la memoria del Covid viene richiamata per giustificare il mancato patrocinio di alcuni eventi, non dovrebbe essere accantonata quando si scelgono le persone chiamate a rappresentare la città o a caratterizzare le sue manifestazioni più importanti. Quando la coerenza lascia spazio all’opportunità, il problema non è più chi viene invitato o chi riceve un incarico, ma la credibilità delle scelte di chi governa la città”. Quindi, “coerenza delle istituzioni”… cosa cazzo voglia dire, non si sa. Ma suona totalmente fascista.


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