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mercoledì 14 ottobre 2020

Il mondo di prima


Mi sa che le cose non stanno proprio come sosteneva Battisti: la tristezza, quando cade in fondo al cuore, non è silenziosa. Anzi, fa un rumore tremendo. 

Altro che neve; sembra piuttosto un lamento metallico tipo quello di un grosso container UASC che raschia sul ponte di una nave cargo in piena tempesta, prima di schiantarsi sulla paratia. Un botto e improvvisamente la giornata cambia. Questo pensiero mi coglie verso metà pomeriggio di una scivolosa domenica di ottobre, nella quale dopo aver appreso il risultato della partita del Siena, l’emisfero destro del cervello sfugge al controllo di quello sinistro e disubbidiente come un palloncino nel vento scappa via seguendo rotte imprevedibili, fluttuando nell’aria malinconico come il circo o un tramonto d’autunno. 

Il problema della tristezza tuttavia, non è il rumore che provoca quando cade, ma il silenzio assordante che viene subito dopo. Minuti interminabili, mestamente sospesi tra stupore e perplessità, passati ad osservare il tergicristallo dell’auto che scaccia via dal vetro piccole gocce di pioggia fredda. A volte anch’io vorrei avere un tergicristallo in testa per poter scacciare via i cattivi pensieri e tornare pulito e trasparente, esattamente come il parabrezza. Mi perdo nella campagna che velocemente scivola fuori dal finestrino. Campi, alberi, colline. Il verde della vegetazione che lotta col marrone dei campi lavorati. Qua e là qualche vigna esausta vira stancamente verso il giallo. Mi sento stordito come Martin in "Ritorno al Futuro 2", quando dopo essere tornato dal 2015 scopre che il vecchio Biff Tannen ha recuperato l’almanacco dal cestino dei rifiuti e dopo aver rubato la DeLorean l’ha portato al giovane Biff del 1955, cambiando per sempre il corso del destino. 

Mi guardo intorno e comincio a realizzare che il mondo dove vivo, o almeno questa fetta di mondo che riesco a vedere, non lo riconosco più. Da principio è soltanto una sensazione che tenta di farsi largo in mezzo alla nebulosa confusione della mente obnubilata dal dispiacere della disfatta bianconera. Poi però, increspando la crosta della mia lucidità come un pesce emerso per guardare il cielo, si manifesta in tutta la sua verità. E dal punto in cui il pensiero affiora, una serie di cerchi si allargano velocemente, incrinando il riflesso fasullo di una domenica tranquilla. Di colpo mi trovo spaesato. E capisco che questo mondo, non è mai stato il mio mondo. E allora provo ad andare indietro nel tempo, cercando di trovare il punto dove la storia si è divisa e io (e forse soltanto io!) ho cominciato ad abitare questa dimensione assurda. 

Quando sarò stato? Boh, il 2005? Sì, forse era proprio il 2005. Ottobre 2005, per la precisione. Ma vatti a ricordare quando. A pensarci bene non esiste niente di quello che vedo. E forse nemmeno voi che vivete tranquillamente accanto a me e strusciate le vostre vite su quelle di alti individui, non esistete. Anzi, nel mondo di prima io nemmeno scrivo su Wiatutti. E forse neanche Wiatutti esiste. Berlusconi è ancora presidente del Consiglio, il Monte dei Paschi è sempre la banca di Siena e la scorsa estate si sono corsi due palii. Il Siena è in Serie A e l’ultima volta che ha giocato, domenica scorsa o giù di lì, ha vinto 3 a 2 all’Olimpico contro la Roma, dove logicamente risiede un solo Papa vivente e non due come adesso. Che poi, diciamoci la verità, un mondo con due Papi vivi, entrambi riconosciuti dal Vaticano, proprio non s’è mai visto! Non so a quanti esseri della mia specie sia capitata la fortuna di accorgersi di quanto ci sta accadendo. Forse siamo pochi: giusto io e qualche matto curato con gli psicofarmaci. Boh, saranno le scie chimiche, il buco nell’ozono o gli esperimenti nucleari di Mururoa, ma fatto sta che quello che è successo negli ultimi 15 anni non è vero. Ora lo so! E come Belluca con il fischio del treno, ora che me ne sono accorto non riesco più a smettere di pensarci. 

Un sorriso si allarga sul mio volto: se il mondo non esiste, allora anche il risultato dell’ACN SIENA 1904 (che logicamente non esiste) contro il Tiferno Lerchi (che rilogicamente non esiste!) è soltanto il frutto di un paradosso spazio temporale, causato da qualcosa che al momento mi sfugge. Chissà, forse quella sera tornando da Roma dopo quella fantastica vittoria avevo bevuto troppo e mi sono addormentato storto. Sì sì, adesso che ci penso, deve essere proprio andata così. La storia è cambiata quella sera, magari scendendo dal pullman all’Autogrill (Dio quanto mi manca oggi il profumo dell’autogrill alla domenica. Soprattutto in quest’anno di stadi chiusi). Da allora, lentamente all’inizio e via via sempre più veloce col passare degli anni, tutto ha cominciato ad andare a rotoli. Chissà come vanno adesso le cose nel mio mondo? Toc Toc, busso con le nocche sul pomello del cambio, c’è nessuno di là? Forse di là il Siena è ancora in Serie A, Paolo De Luca è ancora vivo e magari siamo al posto dell’Atalanta. Siena sta bene e nel mondo si respira un clima finalmente disteso, senza questo maledetto virus a far danni. Il pensiero che da qualche parte ci deve essere un altro me che sta vivendo una storia diversa da questa, per un attimo mi consola. Adesso uno strana euforia pervade il mio animo abbacchiato. È la prima volta mi sento sereno dopo una sconfitta casalinga della Robur e per almeno trenta secondi di insensata follia mi lascio andare alla deriva, come un tossico appena punto dalla sua spada. Dicono che la felicità sia contagiosa più del Coronavirus e allora provo a restare aggrappato a questo barlume di speranza con tutte le mie forze. Cerco di afferrarlo, lasciando che la sua corsa mi trascini via lontano. I mie piedi affossati nel terreno fradicio lasciano due solchi paralleli mentre vengo trascinato via. Le braccia tese nel tentativo di trattenere questo istante magico cominciano a dolermi. Lotto con tutto me stesso ma alla fine sono costretto a mollarlo, e lui, una volta libero, veloce come è arrivato, sparisce dalla mia testa. Per sempre. Lasciandomi da solo in un mondo surreale, dove la realtà è una brutta finzione ed il Siena perde in casa con il Tiferno Lerchi.

Siena - Quelli 1 a 3: un minuto di raccoglimento per favore!

Scandicci - Siena: che vogliamo fare? Mah, vedete un po’ voi. 

Società ACN SIENA 1904: è tutto normale? Siamo sicuri o ci nascondete qualcosa? Fateci un piacere: siate chiari e diteci le cose come stanno. Almeno voi, non fate come chi vi ha preceduto.



Mirko

9 commenti:

  1. Caro Mirko

    Se tu avessi fatto il militare, questo articolo non lo avresti mai scritto!

    Forza Roburrone

    Lajo

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    1. Effettivamente ho fatto l'obiettore alla Sovrintendenza in via del Capitano l'anno che si andò in B la prima volta. 20 anni fa tondi tondi! Sembra ieri... A semmai!
      Mirko

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  2. Questi,voluti da alcuni politici(non tutti...)per i soliti motivi economico/amicali,se arrivano al 2023 è grassa.
    2023,anno delle elezioni,non una data a caso...poi se ne riparla,intanto divertitevi tra una mancanza di rispetto ed un'altra.
    Esempi veloci?la N nel nome e il fatto che non si sia stati boni di far arrivare una 20ina di maglie a scacchi x la squadra!
    Il vero padrone,intanto,ha tuonato che il budget non si pole sforare(i 2,5 milioni e mezzo so belle finiti??)e l'addetto stampa ha dato l'addio del Morandi.
    Bravi,bella scelta!ma tanto è presto...chiedere al Lerchi,s e visto,dategli tempo,bravi,anche il "progetto sportivo" funziona benone!

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  3. Armeno voi diteci le cose come stanno!

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    1. Stanno così: si morirà tutti. AL-Mutanabbi

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    2. Si ma prima saliremo in serie C. Nessuno nessuno ci leva la C1... Nessuno nessuno ci leva la C1

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